CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012

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Lavorare é Crescere

UGL 1950-2010

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60 ANNI DI STORIA A FIANCO DEI LAVORATORI
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giovedì 14 maggio 2009

FORMAZIONE ALLA GENTE DI MARE


E’ stato approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana nella Seduta del 30 aprile 2009 il Disegno di legge n.250 recante: “Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009” il cui contenuto dell’art.35 si riporta di seguito

………O m i s s i s ……….

Art. 35
Interventi per la formazione della ‘gente di mare’

1. Per l’avviamento al lavoro nel settore marittimo e per garantire la sicurezza, come previsto dalle norme International Maritime Organization (IMO), l’Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l’emigrazione, adotta entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un atto di indirizzo per definire:

a) i criteri di individuazione, attraverso bandi di gara a evidenza pubblica, degli enti o degli istituti, tra quelli riconosciuti ed autorizzati dal Ministero dei trasporti, Dipartimento della navigazione marittima e acque interne, come previsto dalle norme internazionali, definite ‘STCW78/95 STANDARD’, e dalla circolare n. 10/SM del 4 gennaio 2007 Ministero dei trasporti e del decreto legislativo dell’8 marzo 2005, n. 52 per le persone a mobilità ridotta (PMR) per l’addestramento e la tenuta della certificazione ai fini della formazione del personale marittimo;

b) la programmazione dei percorsi di addestramento e della formazione ai fini dell’applicabilità dei requisiti obbligatori minimi previsti per il personale che presta servizio su navi battenti bandiera italiana e straniera che effettuano viaggi nazionali ed internazionali;

c) le modalità di individuazione dei soggetti beneficiari del buono formativo residenti da almeno tre anni nella Regione e iscritti al collocamento marittimo della stessa, per la frequenza dei corsi teorico-pratici.

2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 3.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del Fondo sociale europeo nell’ambito della programmazione comunitaria 2007-2013 relativa alla Regione siciliana.

domenica 27 luglio 2008

APPROVATO PACCHETTO MISURE ANTI-CRISI PESCA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI UE


Il Consiglio dei Ministri Ue (Giustizia e Affari internazionali) ha adottato il pacchetto di misure anti-crisi previste dal Regolamento del Consiglio. Il Regolamento, sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il prossimo 31 luglio 2008 e entrerà in vigore a partire da quella data.
L’approvazione del Regolamento del Consiglio – afferma Giuseppe Messina Segretario regionale UGL PESCA – è un ulteriore passo verso la ristrutturazione del settore della pesca.
Lo strumento adotta misure volte facilitare l’adeguamento della flotta peschereccia a seguito della crisi causata dal drastico aumento dei prezzi dei carburanti.
L’iniziativa comunitaria – prosegue Messina – consente di integrare alcune disposizioni del Regolamento (CE) n.1198/2006 oltre che derogare ad alcune disposizioni dei Regolamenti (CE) n.2371/2002 e (CE) n.1198/2006, attraverso l’attuazione di piani di adeguamento della flotta che affrontino in maniera energetica ed efficace le attuali difficoltà economiche, garantendo, nel contempo, la vitalità economica a lungo termine del settore della pesca.
Il Regolamento – afferma il Dirigente regionale UGL – prevede interventi la cui durata è limitata (2010), data l’eccezionalità del momento economico in cui versa la pesca europea ed italiana in particolare.
Sono introdotti alcuni strumenti innovativi come il disarmo parziale, il piano di adeguamento della flotta che dovrà prevedere una riduzione della capacità del 30%, nonché l’arresto temporaneo agganciato alla dinamica biologica, alla stagionalità ed all’andamento del mercato.
Inoltre – sottolinea Messina – nei casi di arresto temporaneo è prevista la compensazione in favore dei pescatori (art.8 del Regolamento), compreso il prepensionamento, ed esteso anche nei casi di finanziamento di misure di fuoriuscita precoce dal settore.
Infine, a seguito dell’urgenza di intervenire per contrastare la grave crisi, il Consiglio UE ha deciso di aumentare al 95% il tasso di cofinanziamento comunitario FEP per le misure previste dal questo strumento nonché la messa a disposizione delle risorse finanziarie con corsia preferenziale ed il riconoscimento delle spese a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento (31/07/08).

giovedì 26 giugno 2008

MISURE ANTICRISI PER LA PESCA


Il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto Legge che contiene norme urgenti per fronteggiare l’emergenza della pesca italiana alle prese con i rincari del prezzo del gasolio.
Il Ministro Zaia, accogliendo in parte le richieste avanzate, nelle scorse settimane, dall’UGL Pesca, ha previsto un fermo straordinario dell’attività per le navi che utilizzano i sistemi di pesca “a strascico” e di rete “volante”, la rottamazione delle imbarcazioni vetuste, attraverso procedure di finanziamento snelle, nonché l’estensione della cassa integrazione straordinaria già in vigore nell’agricoltura. Si tratta della prima immediata risposta del Governo nazionale dopo le manifestazioni di sciopero della categoria e le pressioni esercitate dall’UGL, a livello governativo e parlamentare, attraverso la proposta di un pacchetto di misure urgenti di intervento.
L’introduzione dell’ammortizzatore sociale, dichiara Giuseppe Messina, Segretario Regionale di UGL PESCA, costituisce una importante innovazione tecnica per il settore, che avrà ricadute nel Contratto Collettivo nazionale di categoria, in scadenza, nonché per la salvaguardia dei livelli di retribuzione per i lavoratori del mare. Rappresenta - prosegue il Dirigente UGL - un primo punto di partenza per gestire la fase della ristrutturazione della pesca italiana che vedrà la nostra Organizzazione Sindacale impegnata, con un approccio moderno e consapevole, nei Tavoli di Concertazione per fornire risposte adeguate e condivise al fine di giungere alla rapida soluzione dei problemi dei pescatori. Tra le misure d’intervento contenute nel Decreto Legge, il fermo straordinario potrà durare al massimo trenta giorni ed essere attivato nell’arco di quattro mesi. Al periodo di stop è collegato un fondo di 35 milioni di euro di cui potranno beneficiarne sia gli equipaggi che gli armatori. Il provvedimento, inoltre, attiva dal 15 luglio la rottamazione delle imbarcazioni vetuste con la previsione di una indennità di buonuscita in favore dell’armatore, attraverso l’utilizzo di 157 milioni di euro dell’UE, stanziati attraverso il FEP per il periodo 2007-2013. L’accelerazione delle procedure per la rottamazione dei natanti – secondo Giuseppe Messina – rischia di innescare un pericoloso processo di disoccupazione nel settore se non supportate da misure collaterali di intervento a sostegno dei livelli occupazionali. Permangono le perplessità da parte della scrivente O.S. – conclude il Segretario UGL PESCA – sulla complessiva manovra del Governa nazionale per rilanciare la pesca italiana, a causa del mancato inserimento nel Decreto legge di norme che estendono, per esempio, i benefici dell’IVA agevolata dal settore agricolo a quello della pesca, che riconoscono come “lavoro usurante” l’attività a bordo del natante da pesca e che dettano regole che favoriscano la cosiddetta “filiera corta”, il controllo dei prezzi al consumo e la liberalizzazione della distribuzione del carburante. L’auspicio dell’UGL Pesca è che il decreto legge, nel corso dell’iter parlamentare di conversione, possa venire ulteriormente rafforzato da provvedimenti normativi che prevedano non solo forme di ristoro immediato ma anche strumenti moderni ed efficaci che possano gestire i cambiamenti in atto nelle condizioni complessive di mercato e di lavoro.

domenica 1 giugno 2008

D.L. 8 APRILE 2008 N.59: NO ALLE MISURE SANZIONATORIE CHE COLPISCONO INGIUSTAMENTE I PESCATORI


L’UGL Sicilia Agroalimantare – Settore Pesca esprime grande preoccupazione per l’approvazione alla Camera dei Deputati del Decreto Legge 8 aprile 2008, n. 59, il cui testo, in discussione al Senato per la conversione, contiene all’art.8 un eccessivo e sproporzionato inasprimento del sistema sanzionatorio pecuniario in materia di illeciti amministrativi relativi alla pesca marittima.
Siamo di fronte ad una norma che getta ulteriore benzina sul fuoco acceso dallo sciopero del 30 maggio scorso a causa del caro gasolio e di una situazione complessiva che rischia di inginocchiare definitivamente uno dei settori strategici dell’economia Italiana e, più in generale, europea.
Non è possibile accettare una norma che raddoppia le sanzioni pecuniarie già esistenti o che individua nuove fattispecie di illecito punite in modo assolutamente sproporzionato, come nel caso di attività esercitata con blue box malfunzionante punita sino a € 12.000 (art.26, punto 7).
E’ inconcepibile pensare che possa ottenere il via libera dal Senato un testo elaborato dal precedente Governo senza un confronto con i pescatori e che prevede una norma vessatoria e ingiusta, soprattutto per le marinerie isolane e del Sud in particolare.
Norma punitiva che mortifica il lavoro delle migliaia di pescatori perbene e responsabili, che favorisce soltanto un percorso a ritroso di cancellazione di un settore in cui operano migliaia di lavoratori.
Semmai il testo andrebbe modificato in modo equilibrato e nella direzione di prevedere sanzioni pecuniarie aspre per tutti i falsi pescatori, (fenomeno del diportismo incontrollato) accompagnate da una massiccia campagna di prevenzione e controllo della Guardia Costiera, che pregiudicano, soprattutto nei mesi estivi, i redditi dei lavoratori della piccola pesca che si vedono saccheggiare ampi specchi d’acqua pescosi, riducendo i già esigui guadagni e pregiudicando le politiche di conservazione e gestione sostenibile di intere aree di pesca.
A parere della scrivente O.S., i pescatori sono gli attori principali del rispetto degli ambienti marini, vero investimento per la garanzia di reddito futuro.
L’UGL Agroalimentare Settore Pesca ha avviato da qualche settimana un campagna di sensibilizzazione verso i propri iscritti orientata a migliorare la gestione ed il controllo delle condizioni di accesso a determinate zone di pesca nel rispetto delle disposizioni contenute nel nuovo regolamento (CE) n.1198/2006 di istituzione del FEP e del successivo di regolamentazione di attuazione del 26 marzo 2007 n.498.
Pertanto, questa O.S. chiede con forza che venga stralciato l’articolo 8 del D.L. 08 aprile 2008 n. 59 ed avviata una successiva fase di confronto responsabile con le parti sociali ai fini della individuazione di un sistema di controllo efficace, condiviso ed equilibrato in linea con la realtà della pesca mediterranea.