Pubblicato articolo a seguito della sottoscrizione dell'Accordo sulla Cassa Integrazione straordinaria in deroga al settore della pesca siglata il 19 febbraio 2009 dall'Assessore regionale al lavoro, on.le Carmelo Incardona, unitamente alle associazioni datoriali (federcoopesca, Agritel Pesca, Lega Pesca) e le OO.SS. (UGL e CISAL), alla presenza dell'INPS regioale e di Italia Lavoro.venerdì 20 febbraio 2009
ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO DI SICILIA
Pubblicato articolo a seguito della sottoscrizione dell'Accordo sulla Cassa Integrazione straordinaria in deroga al settore della pesca siglata il 19 febbraio 2009 dall'Assessore regionale al lavoro, on.le Carmelo Incardona, unitamente alle associazioni datoriali (federcoopesca, Agritel Pesca, Lega Pesca) e le OO.SS. (UGL e CISAL), alla presenza dell'INPS regioale e di Italia Lavoro.CONDORELLI, VIA LIBERA CIGS IN DEROGA ALLA PESCA

Siglato, giovedì 19 febbraio 2009, l’accordo istituzionale tra Assessorato regionale al lavoro e le parti sindacali e datoriali (Lega pesca, Federcoopesca, AGCI pesca) del settore della pesca, nonché la direzione regionale dell'Inps, l'Ufficio regionale del Lavoro ed Italia Lavoro. All’importante accordo hanno aderito UGL e CISAL mentre le altre organizzazioni sindacali hanno rifiutato di siglare, con l’abbandono di CGIL all’inizio della riunione.
Si tratta di un momento storico - dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale UGL Sicilia Pesca - per la prima volta, in Sicilia, anche ai lavoratori della pesca sarà possibile erogare la cassa integrazione in deroga. Non possiamo non sottolineare l’amarezza per quanto accaduto – prosegue Messina - è veramente grave che i rappresentanti del settore pesca di CGIL, CISL e UIL abbiano sprecato l’ennesima occasione per dimostrare attaccamento alle sorti economico-sociali dei pescatori e delle loro famiglie. Non avere firmato l’accordo di secondo livello adducendo a speciosi motivi è stato solamente un atteggiamento sconsiderato, aggravato dalla mancata conoscenza del quadro normativo di riferimento, in materia di ammortizzatori sociali, come ha dichiarato, per esempio il responsabile della UIL.
Pare assolutamente inconsueto apprendere che anche il referente di Federpesca ha rifiutato di firmare per carenza di conoscenza della materia. L’accordo – conclude il sindacalista - prevede l'apertura di un tavolo tecnico per stabilire le modalità attuative per la concessione dell'ammortizzatore sociale in deroga al settore, attraverso la firma di un apposito accordo quadro; ed in tal senso, occorrerà un approccio unitario, senza barricate inutili, per contribuire tutti alla individuazione delle regole di riferimento che dovranno costituire il riferimento dell’INPS e degli Uffici periferici dell’assessorato regionale lavoro per l’erogazione degli incentivi a sostegno del reddito.
E’ una ulteriore tappa positiva – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale UGL SICILIA – che aggiunge un tassello al Protocollo d’intesa dello scorso novembre con il Governo regionale. Si chiude una fase di rivendicazione di UGL SICILIA, che ha visto impegnata l’Organizzazione a tutti i livelli istituzionali con il riconoscimento del diritto dei lavoratori del mare a potere beneficiare di uno strumento di sostegno al reddito e di formazione e riqualificazione. Per questo ringrazio l’Assessore regionale al lavoro, che ha accolto la nostra richiesta, condivisa peraltro nel Protocollo d’intesa. E’ un momento assolutamente straordinario, alla luce del rilievo che la pesca ha per l'economia siciliana, occorre sostenere la pesca siciliana, salvaguardare i livelli occupazionali, in questo momento di crisi, per porre le basi per il rilancio del settore. In tal senso – conclude Condorelli – attendiamo di sapere dal Governo nazionale, attraverso la mediazione dell’Assessore Incardona, se la nostra richiesta, di più che raddoppiare la somma per il settore della pesca siciliano, portandola ad almeno 20 milioni di euro, potrà essere accolta, per garantire l’assegnazione alla nostra Regione di una congrua somma per l’erogazione degli ammortizzatori sociali ai pescatori siciliani per il 2008 e per il 2009.
Si tratta di un momento storico - dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale UGL Sicilia Pesca - per la prima volta, in Sicilia, anche ai lavoratori della pesca sarà possibile erogare la cassa integrazione in deroga. Non possiamo non sottolineare l’amarezza per quanto accaduto – prosegue Messina - è veramente grave che i rappresentanti del settore pesca di CGIL, CISL e UIL abbiano sprecato l’ennesima occasione per dimostrare attaccamento alle sorti economico-sociali dei pescatori e delle loro famiglie. Non avere firmato l’accordo di secondo livello adducendo a speciosi motivi è stato solamente un atteggiamento sconsiderato, aggravato dalla mancata conoscenza del quadro normativo di riferimento, in materia di ammortizzatori sociali, come ha dichiarato, per esempio il responsabile della UIL.
Pare assolutamente inconsueto apprendere che anche il referente di Federpesca ha rifiutato di firmare per carenza di conoscenza della materia. L’accordo – conclude il sindacalista - prevede l'apertura di un tavolo tecnico per stabilire le modalità attuative per la concessione dell'ammortizzatore sociale in deroga al settore, attraverso la firma di un apposito accordo quadro; ed in tal senso, occorrerà un approccio unitario, senza barricate inutili, per contribuire tutti alla individuazione delle regole di riferimento che dovranno costituire il riferimento dell’INPS e degli Uffici periferici dell’assessorato regionale lavoro per l’erogazione degli incentivi a sostegno del reddito.
E’ una ulteriore tappa positiva – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale UGL SICILIA – che aggiunge un tassello al Protocollo d’intesa dello scorso novembre con il Governo regionale. Si chiude una fase di rivendicazione di UGL SICILIA, che ha visto impegnata l’Organizzazione a tutti i livelli istituzionali con il riconoscimento del diritto dei lavoratori del mare a potere beneficiare di uno strumento di sostegno al reddito e di formazione e riqualificazione. Per questo ringrazio l’Assessore regionale al lavoro, che ha accolto la nostra richiesta, condivisa peraltro nel Protocollo d’intesa. E’ un momento assolutamente straordinario, alla luce del rilievo che la pesca ha per l'economia siciliana, occorre sostenere la pesca siciliana, salvaguardare i livelli occupazionali, in questo momento di crisi, per porre le basi per il rilancio del settore. In tal senso – conclude Condorelli – attendiamo di sapere dal Governo nazionale, attraverso la mediazione dell’Assessore Incardona, se la nostra richiesta, di più che raddoppiare la somma per il settore della pesca siciliano, portandola ad almeno 20 milioni di euro, potrà essere accolta, per garantire l’assegnazione alla nostra Regione di una congrua somma per l’erogazione degli ammortizzatori sociali ai pescatori siciliani per il 2008 e per il 2009.
martedì 17 febbraio 2009
STANZIATI 8.000 MILIONI DI EURO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

Lo scorso 12 febbraio, in Conferenza Stato-Regioni, è stato siglato, presso il Ministero del lavoro, l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga.
Il Governo nazionale, stanziando 8.000 milioni di euro per il sostegno al reddito dei lavoratori che saranno interessati da procedure di fuoriuscita dal mercato del lavoro – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale UGL SICILIA – ha dato un segnate importante di contrasto alla crisi che imperversa su tutti i settori dell’economia.
In attesa del Decreto Interministeriale per il riparto dei fondi su base regionale – prosegue Condorelli – va sottolineata l’azione di governo posta in essere dall’Assessore regionale Incardona che oltre ad avere già chiesto lo stanziamento dei primi 40 milioni di euro per intervenire, attraverso il Programma Pari, a sostegno delle politiche attive del lavoro; ha chiesto una prima anticipazione sulle somme da assegnare alla Sicilia, ma ha, anche attivato una serie di tavoli operativi per accelerare gli interventi a sostegno del mondo del lavoro.
Da sottolineare, inoltre, che la convocazione del Tavolo istituzionale, prevista giovedì 19 febbraio p.v., per lo sblocco dei fondi a sostegno dei redditi dei pescatori siciliani, è un chiaro segnale della massiccia azione posta in campo dall’assessorato regionale al lavoro.
Per Ugl Sicilia – conclude Condorelli - è giunto il momento che il Governo della Sicilia passi ai fatti concreti con l’introduzione di provvedimenti di impatto immediato sull’economia siciliana, anche per dare seguito al Protocollo d’Intesa dello scorso 26 novembre che ha tracciato la stretta collaborazione della ns. O.S. ed il Governo Lombardo.
In tal senso, lo sblocco dei bandi sull’imprenditoria giovanile e femminile, da parte dell’Assessore all’industria Pippo Gianni è un chiaro segnale di una azione politica responsabile e concreta posta in essere nella direzione della soluzione dei gravi problemi che attanagliano il mondo produttivo siciliano.
Il Governo nazionale, stanziando 8.000 milioni di euro per il sostegno al reddito dei lavoratori che saranno interessati da procedure di fuoriuscita dal mercato del lavoro – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale UGL SICILIA – ha dato un segnate importante di contrasto alla crisi che imperversa su tutti i settori dell’economia.
In attesa del Decreto Interministeriale per il riparto dei fondi su base regionale – prosegue Condorelli – va sottolineata l’azione di governo posta in essere dall’Assessore regionale Incardona che oltre ad avere già chiesto lo stanziamento dei primi 40 milioni di euro per intervenire, attraverso il Programma Pari, a sostegno delle politiche attive del lavoro; ha chiesto una prima anticipazione sulle somme da assegnare alla Sicilia, ma ha, anche attivato una serie di tavoli operativi per accelerare gli interventi a sostegno del mondo del lavoro.
Da sottolineare, inoltre, che la convocazione del Tavolo istituzionale, prevista giovedì 19 febbraio p.v., per lo sblocco dei fondi a sostegno dei redditi dei pescatori siciliani, è un chiaro segnale della massiccia azione posta in campo dall’assessorato regionale al lavoro.
Per Ugl Sicilia – conclude Condorelli - è giunto il momento che il Governo della Sicilia passi ai fatti concreti con l’introduzione di provvedimenti di impatto immediato sull’economia siciliana, anche per dare seguito al Protocollo d’Intesa dello scorso 26 novembre che ha tracciato la stretta collaborazione della ns. O.S. ed il Governo Lombardo.
In tal senso, lo sblocco dei bandi sull’imprenditoria giovanile e femminile, da parte dell’Assessore all’industria Pippo Gianni è un chiaro segnale di una azione politica responsabile e concreta posta in essere nella direzione della soluzione dei gravi problemi che attanagliano il mondo produttivo siciliano.
martedì 10 febbraio 2009
INAPPLICABILITA’ ACCORDO CIGS PESCA, UGL SICILIA LANCIA L'ALLARME

DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE
DOTT. GIOVANNI CONDORELLI
Sulla applicazione della CIGS in deroga al settore della pesca nella Regione Siciliana si registra un momento di grave confusione ed incertezza.
Siamo di fronte ad una scena grottesca dove soggetti istituzionali si sostituiscono, e male, ad altri soggetti istituzionali competenti ad emanare norme e direttive per disciplinare l’intervento straordinario di integrazione salariale in un settore che mai prima d’ora era stato destinatario di strumenti straordinari di sostegno al reddito.
E’ stata sanata una carenza legislativa attraverso l’estensione della GIGS in deroga in favore di quei pescatori interessati da sospensione dal lavoro in impresi di pesca in crisi.
L’importante conquista sindacale, che ha restituito dignità ad una categoria di lavoratori considerata per troppi decenni di “serie B”, rischia di franare nella incomprensione nella incompetenza di determinate Istituzioni e nella faciloneria di Organizzazioni sindacali scollegate dal mondo del lavoro e dalle sue regole.
Il verbale di accordo siglato il 6 febbraio scorso presso la Direzione Marittima di Palermo è inapplicabile per svariati motivi, innanzitutto per carenza di competenza in materia di ammortizzatori sociali, la quale attiene, secondo l’attuale quadro normativo, agli uffici periferici del Ministero del lavoro, di concerto con le sedi INPS territorialmente competenti.
Un altro precedente, nelle settimane scorse aveva interessato la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, altro fatto grave che ha creato inutili aspettative ai pescatori mazaresi, a causa della inapplicabilità del verbale di accordo, peraltro, emersa in sede locale.
Inoltre dispiace che la Direzione Marittima di Palermo sia poco informata circa il fatto che UGL ha siglato a Roma il verbale di accordo nazionale sulla applicazione del D.L. n.97 del 3 giugno 2008, convertito con modificazioni nella Legge n.129/2008. Pertanto la mancata convocazione di UGL Sicilia e l’assenza delle istituzioni competenti come INPS, U.R.L. e Assessorato lavoro, di fatto rende inutile il contenuto dell’accordo.
Sull’argomento, la Segreteria Generale di UGL SICILIA, d’intesa con il Segretario di categoria, ha presentato lo scorso 23 dicembre all’On.le Assessore regionale al lavoro, Carmelo Incardona, una richiesta di convocazione di un tavolo tecnico, alla presenza delle Istituzioni competenti sulla materia, di tutte le Associazioni datoriali operanti nel comparto pesca in Sicilia, oltre alle sigle sindacali firmatarie dell’accordo governativo.
Si precisa, inoltre, che con successiva nota del 30 dicembre 2008, UGL SICILIA ha elaborato uno schema di accordo regionale che ha sottoposto all’attenzione dell’Assessore Incardona e degli uffici competenti per sensibilizzare l’amministrazione regionale sull’importanza di provvedere alla sottoscrizione dell’accordo; la quale ha, con immediatezza, incaricato gli Uffici del dipartimento regionale lavoro e dell’Ufficio regionale del lavoro di elaborare il testo del verbale di accordo governativo, dandone comunicazione preventiva alla Direzione regionale dell’INPS.
A tal riguardo, si è in attesa di una imminente convocazione da parte dell’Assessore regionale la lavoro per la sottoscrizione del verbale che sbloccherà le procedure per l’ottenimento del trattamento straordinario di integrazione salariale anche in Sicilia.
E’ giunto il momento che ogni Attore, Istituzione e non, si assuma la responsabilità delle proprie azioni al fine di evitare inutili allarmi e dare, finalmente, quelle certezze, da troppo tempo chieste, ai tanti pescatori siciliani, anche in materie delicate, come l’estensione dei benefici dell’ammortizzatore sociale, strumento di sostegno al reddito, soprattutto in una fase di grave crisi, come quella attuale, che non risparmia neanche il comparto della pesca, settore strategico per l’economia siciliana.
Siamo di fronte ad una scena grottesca dove soggetti istituzionali si sostituiscono, e male, ad altri soggetti istituzionali competenti ad emanare norme e direttive per disciplinare l’intervento straordinario di integrazione salariale in un settore che mai prima d’ora era stato destinatario di strumenti straordinari di sostegno al reddito.
E’ stata sanata una carenza legislativa attraverso l’estensione della GIGS in deroga in favore di quei pescatori interessati da sospensione dal lavoro in impresi di pesca in crisi.
L’importante conquista sindacale, che ha restituito dignità ad una categoria di lavoratori considerata per troppi decenni di “serie B”, rischia di franare nella incomprensione nella incompetenza di determinate Istituzioni e nella faciloneria di Organizzazioni sindacali scollegate dal mondo del lavoro e dalle sue regole.
Il verbale di accordo siglato il 6 febbraio scorso presso la Direzione Marittima di Palermo è inapplicabile per svariati motivi, innanzitutto per carenza di competenza in materia di ammortizzatori sociali, la quale attiene, secondo l’attuale quadro normativo, agli uffici periferici del Ministero del lavoro, di concerto con le sedi INPS territorialmente competenti.
Un altro precedente, nelle settimane scorse aveva interessato la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, altro fatto grave che ha creato inutili aspettative ai pescatori mazaresi, a causa della inapplicabilità del verbale di accordo, peraltro, emersa in sede locale.
Inoltre dispiace che la Direzione Marittima di Palermo sia poco informata circa il fatto che UGL ha siglato a Roma il verbale di accordo nazionale sulla applicazione del D.L. n.97 del 3 giugno 2008, convertito con modificazioni nella Legge n.129/2008. Pertanto la mancata convocazione di UGL Sicilia e l’assenza delle istituzioni competenti come INPS, U.R.L. e Assessorato lavoro, di fatto rende inutile il contenuto dell’accordo.
Sull’argomento, la Segreteria Generale di UGL SICILIA, d’intesa con il Segretario di categoria, ha presentato lo scorso 23 dicembre all’On.le Assessore regionale al lavoro, Carmelo Incardona, una richiesta di convocazione di un tavolo tecnico, alla presenza delle Istituzioni competenti sulla materia, di tutte le Associazioni datoriali operanti nel comparto pesca in Sicilia, oltre alle sigle sindacali firmatarie dell’accordo governativo.
Si precisa, inoltre, che con successiva nota del 30 dicembre 2008, UGL SICILIA ha elaborato uno schema di accordo regionale che ha sottoposto all’attenzione dell’Assessore Incardona e degli uffici competenti per sensibilizzare l’amministrazione regionale sull’importanza di provvedere alla sottoscrizione dell’accordo; la quale ha, con immediatezza, incaricato gli Uffici del dipartimento regionale lavoro e dell’Ufficio regionale del lavoro di elaborare il testo del verbale di accordo governativo, dandone comunicazione preventiva alla Direzione regionale dell’INPS.
A tal riguardo, si è in attesa di una imminente convocazione da parte dell’Assessore regionale la lavoro per la sottoscrizione del verbale che sbloccherà le procedure per l’ottenimento del trattamento straordinario di integrazione salariale anche in Sicilia.
E’ giunto il momento che ogni Attore, Istituzione e non, si assuma la responsabilità delle proprie azioni al fine di evitare inutili allarmi e dare, finalmente, quelle certezze, da troppo tempo chieste, ai tanti pescatori siciliani, anche in materie delicate, come l’estensione dei benefici dell’ammortizzatore sociale, strumento di sostegno al reddito, soprattutto in una fase di grave crisi, come quella attuale, che non risparmia neanche il comparto della pesca, settore strategico per l’economia siciliana.
"INAPPLICABILITA’ ACCORDO CIGS PESCA, L'UGL SICILIA LANCIA L'ALLARME
NOTA INFORMATIVA
Il trattamento straordinario di integrazione salariale in favore del personale imbarcato dipendente e dei soci lavoratori imbarcati in imprese di pesca in crisi è introdotto attraverso il Decreto legge 3 luglio 2008, n.114, il quale all’art.2 inserisce la previsione di spesa di 10 milioni di euro, modificando l’art.2, comma 521 della legge 24 dicembre 2007, n.244 (legge finanziaria 2008).
La previsione suddetta trova attuazione attraverso l’art.4-ter della legge 2 agosto 2008, n.129 che estende i benefici della cassa integrazione guadagni straordinaria nel settore della pesca con lo stanziamento di 10 milioni di euro.
Con successivo Decreto Interministeriale del 23 dicembre 2008, n.44768, il Ministro del lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha autorizzato l’utilizzo della somma stanziata ai fini della concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale in favore del personale imbarcato dipendente e dei soci lavoratori imbarcati di cui alla legge n.142/2001, delle imprese di pesca interessate da processi di crisi che applichino il ccnl di riferimento del settore.
Lo strumento è disciplinato attraverso il combinato disposto della Legge 23 luglio 1991, n.223 e successive modifiche e d integrazioni, dalla Legge 3 dicembre 2004 , n.291 e dall’art.2, comma 521 della Legge 24 dicembre 2007, n.244.
Dal quadro normativo suindicato si evidenzia con chiarezza che la competenza in merito all’applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga spetta al Ministero del lavoro ed agli uffici periferici che, di concerto con l’INPS territorialmente competente, provvede a concedere i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, attraverso specifici Accordi sia a livello governativo che locale.
In tal senso, il 25 settembre 2008 presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alla presenza del Sottosegretario Sen. Pasquale Viespoli e dei responsabili della Direzione Generale delle condizioni di lavoro e della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali è stato sottoscritto l’accordo governativo sugli ammortizzatori sociali in deroga nel settore della pesca, il quale al punto 5) viene incaricata l’INPS dell’ammissione ai trattamenti e dell’erogazione delle prestazioni di CIGS, rinviando alla sottoscrizione di accordi territoriali locali alla presenza delle istituzioni competenti (Ufficio regionale del lavoro e sedi periferiche, INPS regionale e sedi provinciali).
A seguito della firma, al verbale di accordo governativo del 25 settembre 2008, apposta dal Segretario Nazionale UGL Agroalimentare, dott. Paolo Mattei, il 01/12/08 causa un disguido del Ministero del Lavoro, UGL Sicilia ha presentato all’Assessore regionale al lavoro in data 23/12/08 una richiesta di incontro con le istituzioni territorialmente competenti, le associazioni datoriali e le parti sindacali per sottoscrivere un verbale di accordo regionale sulla estensione dei benefici della CIGS in deroga al settore della pesca nella Regione Siciliana; alla stessa stregua di quanto già posto in essere dalla Regione Veneto il 29 ottobre 2008 e dalla Regione Molise il 19 dicembre 2008.
Con successiva nota del 30 dicembre 2008, UGL Sicilia ha presentato una ulteriore richiesta attraverso la quale, nel tornare a chiedere di convocare con urgenza le parti per la sigla dell’accordo, è stata sottoposta all’attenzione degli uffici regionali una bozza, allegata alla nota, di verbale d’intesa regionale.
Nel frattempo prima presso la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo e successivamente presso la Direzione Marittima di Palermo sono stati sottoscritti verbali di accordo locali in assenza di UGL Sicilia ed in assenza dei rappresentanti dell’INPS e dell’Ufficio regionale del lavoro, ma soprattutto senza alcuna competenza assegnata dal combinato disposto delle leggi di riferimento citate sia nel Decreto Interministeriale che nell’Accordo governativo .
In particolare, il verbale di accordo sottoscritto il 6 febbraio u.s. presso la Direzione Marittima di Palermo è inapplicabile per la mancata presenza dell’Assessorato regionale al lavoro, dell’Ufficio regionale al lavoro, dell’INPS regionale e provinciale e di UGL SICILIA.
Il trattamento straordinario di integrazione salariale in favore del personale imbarcato dipendente e dei soci lavoratori imbarcati in imprese di pesca in crisi è introdotto attraverso il Decreto legge 3 luglio 2008, n.114, il quale all’art.2 inserisce la previsione di spesa di 10 milioni di euro, modificando l’art.2, comma 521 della legge 24 dicembre 2007, n.244 (legge finanziaria 2008).
La previsione suddetta trova attuazione attraverso l’art.4-ter della legge 2 agosto 2008, n.129 che estende i benefici della cassa integrazione guadagni straordinaria nel settore della pesca con lo stanziamento di 10 milioni di euro.
Con successivo Decreto Interministeriale del 23 dicembre 2008, n.44768, il Ministro del lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha autorizzato l’utilizzo della somma stanziata ai fini della concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale in favore del personale imbarcato dipendente e dei soci lavoratori imbarcati di cui alla legge n.142/2001, delle imprese di pesca interessate da processi di crisi che applichino il ccnl di riferimento del settore.
Lo strumento è disciplinato attraverso il combinato disposto della Legge 23 luglio 1991, n.223 e successive modifiche e d integrazioni, dalla Legge 3 dicembre 2004 , n.291 e dall’art.2, comma 521 della Legge 24 dicembre 2007, n.244.
Dal quadro normativo suindicato si evidenzia con chiarezza che la competenza in merito all’applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga spetta al Ministero del lavoro ed agli uffici periferici che, di concerto con l’INPS territorialmente competente, provvede a concedere i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, attraverso specifici Accordi sia a livello governativo che locale.
In tal senso, il 25 settembre 2008 presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alla presenza del Sottosegretario Sen. Pasquale Viespoli e dei responsabili della Direzione Generale delle condizioni di lavoro e della Direzione Generale degli ammortizzatori sociali è stato sottoscritto l’accordo governativo sugli ammortizzatori sociali in deroga nel settore della pesca, il quale al punto 5) viene incaricata l’INPS dell’ammissione ai trattamenti e dell’erogazione delle prestazioni di CIGS, rinviando alla sottoscrizione di accordi territoriali locali alla presenza delle istituzioni competenti (Ufficio regionale del lavoro e sedi periferiche, INPS regionale e sedi provinciali).
A seguito della firma, al verbale di accordo governativo del 25 settembre 2008, apposta dal Segretario Nazionale UGL Agroalimentare, dott. Paolo Mattei, il 01/12/08 causa un disguido del Ministero del Lavoro, UGL Sicilia ha presentato all’Assessore regionale al lavoro in data 23/12/08 una richiesta di incontro con le istituzioni territorialmente competenti, le associazioni datoriali e le parti sindacali per sottoscrivere un verbale di accordo regionale sulla estensione dei benefici della CIGS in deroga al settore della pesca nella Regione Siciliana; alla stessa stregua di quanto già posto in essere dalla Regione Veneto il 29 ottobre 2008 e dalla Regione Molise il 19 dicembre 2008.
Con successiva nota del 30 dicembre 2008, UGL Sicilia ha presentato una ulteriore richiesta attraverso la quale, nel tornare a chiedere di convocare con urgenza le parti per la sigla dell’accordo, è stata sottoposta all’attenzione degli uffici regionali una bozza, allegata alla nota, di verbale d’intesa regionale.
Nel frattempo prima presso la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo e successivamente presso la Direzione Marittima di Palermo sono stati sottoscritti verbali di accordo locali in assenza di UGL Sicilia ed in assenza dei rappresentanti dell’INPS e dell’Ufficio regionale del lavoro, ma soprattutto senza alcuna competenza assegnata dal combinato disposto delle leggi di riferimento citate sia nel Decreto Interministeriale che nell’Accordo governativo .
In particolare, il verbale di accordo sottoscritto il 6 febbraio u.s. presso la Direzione Marittima di Palermo è inapplicabile per la mancata presenza dell’Assessorato regionale al lavoro, dell’Ufficio regionale al lavoro, dell’INPS regionale e provinciale e di UGL SICILIA.
di Giuseppe Messina - Segretario regionale UGL SICILIA PESCA
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10/02/2009,
Conferenza Stampa
domenica 8 febbraio 2009
INAPPLICABILITA’ ACCORDO CIGS PESCA, L’UGL SICILIA LANCIA L’ALLARME
L’inapplicabilità dell’accordo sulla cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) in deroga al settore della pesca, il rilancio del settore nell’isola e la tutela dei diritti dei pescatori anche in merito all’estensione dei benefici dell’ammortizzatore sociale quale strumento di sostegno al reddito : se ne parlerà nell’ambito della conferenza stampa che si terrà martedì 10 febbraio a partire dalle 9,30 presso la segreteria regionale dell’Ugl, in via Tripoli 11 a Palermo.
Secondo il segretario regionale del settore Agroalimentare e Pesca Giuseppe Messina, “ il verbale siglato il 6 febbraio scorso presso la Direzione Marittima di Palermo ha generato solo confusione e l’incertezza: l’accordo è inapplicabile e manifesta la totale assenza di competenza sugli ammortizzatori sociali, materia che attiene invece al ministero del Lavoro, di concerto con le sedi INPS territoriali di riferimento”.
Un fatto grave, stigmatizza Messina, con un precedente verificatosi nelle settimane scorse in seno alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo: “anche in questo caso, - si legge in una nota sindacale – sono state create inutili aspettative presso i pescatori mazaresi, a causa della inapplicabilità del verbale di accordo emersa peraltro in sede locale”.
Nell’ambito dell’incontro con i giornalisti, il segretario dell’UGL Sicilia Giovanni Conderelli illustrerà insieme a Giuseppe Messina le proposte del sindacato mirate alla rivitalizzazione del settore e al sostegno ai pescatori siciliani; prevista la partecipazione del presidente della commissione Attività produttive all’Assemblea Regionale Siciliana Salvino Caputo.
Secondo il segretario regionale del settore Agroalimentare e Pesca Giuseppe Messina, “ il verbale siglato il 6 febbraio scorso presso la Direzione Marittima di Palermo ha generato solo confusione e l’incertezza: l’accordo è inapplicabile e manifesta la totale assenza di competenza sugli ammortizzatori sociali, materia che attiene invece al ministero del Lavoro, di concerto con le sedi INPS territoriali di riferimento”.
Un fatto grave, stigmatizza Messina, con un precedente verificatosi nelle settimane scorse in seno alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo: “anche in questo caso, - si legge in una nota sindacale – sono state create inutili aspettative presso i pescatori mazaresi, a causa della inapplicabilità del verbale di accordo emersa peraltro in sede locale”.
Nell’ambito dell’incontro con i giornalisti, il segretario dell’UGL Sicilia Giovanni Conderelli illustrerà insieme a Giuseppe Messina le proposte del sindacato mirate alla rivitalizzazione del settore e al sostegno ai pescatori siciliani; prevista la partecipazione del presidente della commissione Attività produttive all’Assemblea Regionale Siciliana Salvino Caputo.
CONDORELLI, IL GOVERNO NAZIONALE TUTELI PESCATORI E AGRICOLTORI SICILIANI

Dal tavolo delle trattative fra Stato e Autonomie locali è emerso il nodo sull’utilizzo dei Fondi per gli ammortizzatori sociali. Dal confronto romano, sono emerse, in sede tecnica, difficoltà in ordine alla dimensione effettiva del fenomeno economico e sociale circa l’estensione dello strumento sociale, soprattutto in regioni a spiccata vocazione marinara ed agricola, come la Sicilia.
UGL Sicilia - dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale – plaude all’iniziativa dell’Assessore regionale al lavoro, On.le Carmelo Incardona, che ha chiarito la posizione della Sicilia in ordine alla necessità di utilizzo del Fondi per gli ammortizzatori sociali da estendere ai tanti lavoratori che si trovano senza copertura.
La posizione assunta in Conferenza Stato-Regioni da Incardona , prosegue Condorelli, - anche in settori come la pesca e l’agricoltura, strategici per l’economia isolana – è un inequivocabile segnale di volontà del Governo regionale di difendere i diritti dei lavoratori siciliani, anche quelli afferenti a settori fragili, ma nello stesso tempo nevralgici, per gli equilibri socio-economici della Sicilia.
UGL Sicilia - dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale – plaude all’iniziativa dell’Assessore regionale al lavoro, On.le Carmelo Incardona, che ha chiarito la posizione della Sicilia in ordine alla necessità di utilizzo del Fondi per gli ammortizzatori sociali da estendere ai tanti lavoratori che si trovano senza copertura.
La posizione assunta in Conferenza Stato-Regioni da Incardona , prosegue Condorelli, - anche in settori come la pesca e l’agricoltura, strategici per l’economia isolana – è un inequivocabile segnale di volontà del Governo regionale di difendere i diritti dei lavoratori siciliani, anche quelli afferenti a settori fragili, ma nello stesso tempo nevralgici, per gli equilibri socio-economici della Sicilia.
lunedì 26 gennaio 2009
PROPOSTE PER UNA MODERNA POLITICA DELLA PESCA

Il 2009 si presenta come uno degli anni più duri per le sorti dell’economia intorno al comparto della pesca. La crisi internazionale si riflette in maniera massiccia sull’intera economia italiana e la congiuntura sfavorevole non fa che amplificare la crisi del settore ittico. Negli ultimi mesi si è registrata una flessione della domanda di prodotto ittico nazionale che ha contribuito all’arretramento del fatturato a favore del prodotto ittico importato.
UGL Agroalimentare, ritiene che i tempi sono maturi per un radicale cambiamento delle regole che governano la politica della pesca in Italia.
Si dovrà necessariamente riorganizzare la strategia intorno al settore che, a nostro avviso, dovrà passare attraverso:
· la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti di sostegno al reddito;
· l’introduzione dell’innovazione tecnologica applicata al sistema;
· il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti di lavorazione e trasformazione;
· la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche attive del lavoro attraverso il re-impiego secondo l’impostazione del welfare to work;
· lo stanziamento di fondi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro da realizzarsi nei periodi in cui l’attività lavorativa è ferma;
· l’estensione dei benefici relativi all’applicazione dell’Iva agricola anche al settore della pesca;
· la stabilizzazione dello strumento dell’ammortizzatore sociale al settore;
· il riconoscimento della pesca come lavoro usurante;
· attuazione di un piano per l’ammodernamento della flotta attraverso l’attuazione di una politica di incentivi a favore delle imprese ittiche che si dotano di motori a basso impatto ambientale ed a consumi ridotti (con conseguenti vantaggi anche sul fronte ‘verde’);
· lo snellimento delle procedure amministrative che gravano sul settore, attraverso una accelerazione delle procedure di spesa dei fondi di cui al FEP;
· l’adozione di una politica a sostegno delle produzioni ittiche nazionali che consenta al consumatore di individuare con facilità il prodotto ittico di provenienza nazionale da quello importato o nazionalizzato, anche al fine di ben comprendere la diversità di prezzo al banco.
Inoltre, al fine di contrastare la crisi del settore UGL Agroalimentare propone la stabilizzazione dei benefici previdenziali e fiscali previsti dalla legge n. 30 del 27 febbraio 1998 (di conversione del Decreto-legge 30 dicembre 1997, n.457.
E’ indispensabile che le imprese ittiche della piccola pesca abbiano certezza sull’utilizzo del credito d’imposta e sugli sgravi contributivi e previdenziali previsti dagli artt. 4, 6 e 6-bis della Legge 30/98.
L’esonero del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura dell’80% di quelli dovuti per legge necessita ogni anno di apposita determinazione anche per la copertura finanziaria da destinare all’apposito Fondo speciale di gestione di cui alla Legge 30/98.
Dare certezza alle imprese esercenti la piccola pesca attraverso la stabilizzazione dei benefici di cui alla Legge 30/98, significherebbe garantire ai pescatori, soci-lavoratori delle cooperative di pesca di cui alla Legge 250/58, la certezza di un minimo accantonamento ai fini pensionistici ed alleggerirebbe la liquidità dell’impresa di pesca, indispensabile in un momento di grave crisi come quello che si è registrato nel 2008 e che è previsto anche per il 2009.
Occorre fornire alle imprese ittiche strumenti per competere sui mercati nazionali e non solo. In tal senso UGL ritiene che è indispensabile far funzionale lo strumento del Consorzio di gestione della fascia costiera con il duplice obiettivo:
· di adottare urgenti misure a sostegno della competitività del settore lungo tutta la filiera, attraverso un sostanziale recupero del differenziale tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. Per far ciò, occorre accorciare la filiera ittica attraverso l’attivazione di una politica della pesca a sostegno dell’offerta per controllare il prezzo all’origine riducendo i passaggi fino al consumo finale,
· di effettuare, in quanto soggetto giuridico, accordi e/o convenzioni con Società petrolifere al fine di garantire l’utilizzo di un prezzo medio del carburante che eviti, attraverso un meccanismo di compensazione, i picchi in rialzo nei momenti di aumento del costo del petrolio al barile. Si potrà, in tal modo, dotare il settore della pesca di uno strumento immediato di intervento per la liberalizzazione del mercato di distribuzione del carburante nel territorio italiano, favorendo la gestione di punti di distribuzione presso le marinerie operanti all’interno del Consorzio di gestione della fascia costiera.
UGL Agroalimentare, ritiene che i tempi sono maturi per un radicale cambiamento delle regole che governano la politica della pesca in Italia.
Si dovrà necessariamente riorganizzare la strategia intorno al settore che, a nostro avviso, dovrà passare attraverso:
· la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti di sostegno al reddito;
· l’introduzione dell’innovazione tecnologica applicata al sistema;
· il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti di lavorazione e trasformazione;
· la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche attive del lavoro attraverso il re-impiego secondo l’impostazione del welfare to work;
· lo stanziamento di fondi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro da realizzarsi nei periodi in cui l’attività lavorativa è ferma;
· l’estensione dei benefici relativi all’applicazione dell’Iva agricola anche al settore della pesca;
· la stabilizzazione dello strumento dell’ammortizzatore sociale al settore;
· il riconoscimento della pesca come lavoro usurante;
· attuazione di un piano per l’ammodernamento della flotta attraverso l’attuazione di una politica di incentivi a favore delle imprese ittiche che si dotano di motori a basso impatto ambientale ed a consumi ridotti (con conseguenti vantaggi anche sul fronte ‘verde’);
· lo snellimento delle procedure amministrative che gravano sul settore, attraverso una accelerazione delle procedure di spesa dei fondi di cui al FEP;
· l’adozione di una politica a sostegno delle produzioni ittiche nazionali che consenta al consumatore di individuare con facilità il prodotto ittico di provenienza nazionale da quello importato o nazionalizzato, anche al fine di ben comprendere la diversità di prezzo al banco.
Inoltre, al fine di contrastare la crisi del settore UGL Agroalimentare propone la stabilizzazione dei benefici previdenziali e fiscali previsti dalla legge n. 30 del 27 febbraio 1998 (di conversione del Decreto-legge 30 dicembre 1997, n.457.
E’ indispensabile che le imprese ittiche della piccola pesca abbiano certezza sull’utilizzo del credito d’imposta e sugli sgravi contributivi e previdenziali previsti dagli artt. 4, 6 e 6-bis della Legge 30/98.
L’esonero del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura dell’80% di quelli dovuti per legge necessita ogni anno di apposita determinazione anche per la copertura finanziaria da destinare all’apposito Fondo speciale di gestione di cui alla Legge 30/98.
Dare certezza alle imprese esercenti la piccola pesca attraverso la stabilizzazione dei benefici di cui alla Legge 30/98, significherebbe garantire ai pescatori, soci-lavoratori delle cooperative di pesca di cui alla Legge 250/58, la certezza di un minimo accantonamento ai fini pensionistici ed alleggerirebbe la liquidità dell’impresa di pesca, indispensabile in un momento di grave crisi come quello che si è registrato nel 2008 e che è previsto anche per il 2009.
Occorre fornire alle imprese ittiche strumenti per competere sui mercati nazionali e non solo. In tal senso UGL ritiene che è indispensabile far funzionale lo strumento del Consorzio di gestione della fascia costiera con il duplice obiettivo:
· di adottare urgenti misure a sostegno della competitività del settore lungo tutta la filiera, attraverso un sostanziale recupero del differenziale tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. Per far ciò, occorre accorciare la filiera ittica attraverso l’attivazione di una politica della pesca a sostegno dell’offerta per controllare il prezzo all’origine riducendo i passaggi fino al consumo finale,
· di effettuare, in quanto soggetto giuridico, accordi e/o convenzioni con Società petrolifere al fine di garantire l’utilizzo di un prezzo medio del carburante che eviti, attraverso un meccanismo di compensazione, i picchi in rialzo nei momenti di aumento del costo del petrolio al barile. Si potrà, in tal modo, dotare il settore della pesca di uno strumento immediato di intervento per la liberalizzazione del mercato di distribuzione del carburante nel territorio italiano, favorendo la gestione di punti di distribuzione presso le marinerie operanti all’interno del Consorzio di gestione della fascia costiera.
mercoledì 31 dicembre 2008
COMPARTO PESCA: ANALISI E PROSPETTIVE
Per fatturato e numero d’addetti il comparto siciliano della pesca rappresenta circa un terzo di quello nazionale. Risulta quindi evidente, per l’economia dell’isola ma non solo, la sua importanza.
Purtroppo ad una crisi strutturale già presente nel corso del 2008 si è aggiunto il ‘peso’ sempre maggiore del carburante che, in alcuni momenti, è arrivato a toccare quota +200% rispetto ai valori del biennio precedente. Questo ulteriore fattore si è fatto sentire sia sul bilancio delle imprese di piccole dimensioni (pesca artigianale), che grandi (pesca industriale).
“L’Ugl Sicilia ha costituito agli inizi dell’anno un Dipartimento regionale Pesca, afferente all’Agroalimentare - spiega il responsabile Giuseppe Messina -, ed avviato una campagna adesioni che ha portato già a 265 iscritti con la previsione, per il prossimo anno, di raddoppiare le adesioni. La rappresentatività ottenuta nel comparto è dovuta principalmente ad una massiccia azione a tutti i livelli istituzionali, azione fatta di proposte, idee, protocolli, iniziative legislative miranti ad esprimere un ruolo propositivo ed attivo per la modernizzazione della pesca siciliana”.
In particolare, tanto per citare alcune di queste azioni: stanziamento di fondi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro da realizzarsi nei periodi in cui l’attività lavorativa è ferma; applicazione dell’Iva agricola anche al settore della pesca; estensione degli ammortizzatori sociali in deroga al settore; il riconoscimento della pesca come lavoro usurante; adozione di strumenti immediati di intervento per la liberalizzazione del mercato di distribuzione del carburante nel territorio italiano, favorendo la gestione di punti di distribuzione a gruppi collettivi di interesse costituiti da associazioni di pescatori presso ogni marineria; attuazione di un piano per l’ammodernamento della flotta (con conseguenti vantaggi anche sul fronte ‘verde’); snellimento delle procedure amministrative che gravano sul settore; estensione di misure di sgravio fiscale e previdenziale per un quinquennio in favore dei lavoratori per quelle imprese che garantiranno i livelli d’occupazione; adozione di urgenti misure a sostegno della competitività del settore lungo tutta la filiera, attraverso un sostanziale recupero del differenziale tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo.
Inoltre, prosegue il sindacalista, “è stato presentato un disegno di legge presso la Commissione Attività produttive dell’Ars mirante all’introduzione di percorsi formativi per la professionalizzazione dei pescatori che dovrà passare da un maggiore rispetto delle regole sulla sicurezza in ambiente di lavoro, ma anche dal miglioramento delle tecniche di lavorazione dei prodotti ittici deperibili a bordo ed a terra (tracciabilità lungo tutta la filiera), nonché dalla riqualificazione attraverso la formazione continua, secondo l’approccio ‘working in progress’, a garanzia di standard di qualità accettabili per i lavoratori dell’intero comparto e per il re-impiego dei circa 1.000 addetti che nel 2009 rischiano di perdere il proprio posto di lavoro”.
E proprio su quest’ultimo, importante fronte, l’Ugl Pesca – conclude Messina - si è fatta promotrice dell’inserimento del settore della pesca nel Programma Pari della Regione così da estendere i benefici previsti dall’adozione di politiche attive di re-impiego per quei pescatori che saranno interessati dal processo di fuoriuscita dal mercato del lavoro; in tal senso, sono stati chiesti 5 milioni di euro per il 2009 in favore dei pescatori che saranno interessati da meccanismi di fuoriuscita dal mercato del lavoro.
“La sottoscrizione di un verbale d’intesa presso il Ministero del Welfare per l’utilizzo della somma complessiva di 10 milioni di euro finalizzata alla cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga nel settore della pesca - dichiara infine Giovanni Condorelli Segretario generale dell’Ugl Sicilia, -, è un primo risultato storico che evidenzia in maniera inconfutabile il grande impegno profuso dall’Ugl per contribuire, in maniera concreta e fattiva, alla modernizzazione del comparto. Il cambiamento radicale dovrà necessariamente passare attraverso: la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti di sostegno al reddito; l’introduzione dell’innovazione tecnologica applicata al sistema; il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti di lavorazione e trasformazione; la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche attive del lavoro attraverso il re-impiego secondo l’impostazione del welfare to work”.
Purtroppo ad una crisi strutturale già presente nel corso del 2008 si è aggiunto il ‘peso’ sempre maggiore del carburante che, in alcuni momenti, è arrivato a toccare quota +200% rispetto ai valori del biennio precedente. Questo ulteriore fattore si è fatto sentire sia sul bilancio delle imprese di piccole dimensioni (pesca artigianale), che grandi (pesca industriale).
“L’Ugl Sicilia ha costituito agli inizi dell’anno un Dipartimento regionale Pesca, afferente all’Agroalimentare - spiega il responsabile Giuseppe Messina -, ed avviato una campagna adesioni che ha portato già a 265 iscritti con la previsione, per il prossimo anno, di raddoppiare le adesioni. La rappresentatività ottenuta nel comparto è dovuta principalmente ad una massiccia azione a tutti i livelli istituzionali, azione fatta di proposte, idee, protocolli, iniziative legislative miranti ad esprimere un ruolo propositivo ed attivo per la modernizzazione della pesca siciliana”.
In particolare, tanto per citare alcune di queste azioni: stanziamento di fondi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro da realizzarsi nei periodi in cui l’attività lavorativa è ferma; applicazione dell’Iva agricola anche al settore della pesca; estensione degli ammortizzatori sociali in deroga al settore; il riconoscimento della pesca come lavoro usurante; adozione di strumenti immediati di intervento per la liberalizzazione del mercato di distribuzione del carburante nel territorio italiano, favorendo la gestione di punti di distribuzione a gruppi collettivi di interesse costituiti da associazioni di pescatori presso ogni marineria; attuazione di un piano per l’ammodernamento della flotta (con conseguenti vantaggi anche sul fronte ‘verde’); snellimento delle procedure amministrative che gravano sul settore; estensione di misure di sgravio fiscale e previdenziale per un quinquennio in favore dei lavoratori per quelle imprese che garantiranno i livelli d’occupazione; adozione di urgenti misure a sostegno della competitività del settore lungo tutta la filiera, attraverso un sostanziale recupero del differenziale tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo.
Inoltre, prosegue il sindacalista, “è stato presentato un disegno di legge presso la Commissione Attività produttive dell’Ars mirante all’introduzione di percorsi formativi per la professionalizzazione dei pescatori che dovrà passare da un maggiore rispetto delle regole sulla sicurezza in ambiente di lavoro, ma anche dal miglioramento delle tecniche di lavorazione dei prodotti ittici deperibili a bordo ed a terra (tracciabilità lungo tutta la filiera), nonché dalla riqualificazione attraverso la formazione continua, secondo l’approccio ‘working in progress’, a garanzia di standard di qualità accettabili per i lavoratori dell’intero comparto e per il re-impiego dei circa 1.000 addetti che nel 2009 rischiano di perdere il proprio posto di lavoro”.
E proprio su quest’ultimo, importante fronte, l’Ugl Pesca – conclude Messina - si è fatta promotrice dell’inserimento del settore della pesca nel Programma Pari della Regione così da estendere i benefici previsti dall’adozione di politiche attive di re-impiego per quei pescatori che saranno interessati dal processo di fuoriuscita dal mercato del lavoro; in tal senso, sono stati chiesti 5 milioni di euro per il 2009 in favore dei pescatori che saranno interessati da meccanismi di fuoriuscita dal mercato del lavoro.
“La sottoscrizione di un verbale d’intesa presso il Ministero del Welfare per l’utilizzo della somma complessiva di 10 milioni di euro finalizzata alla cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga nel settore della pesca - dichiara infine Giovanni Condorelli Segretario generale dell’Ugl Sicilia, -, è un primo risultato storico che evidenzia in maniera inconfutabile il grande impegno profuso dall’Ugl per contribuire, in maniera concreta e fattiva, alla modernizzazione del comparto. Il cambiamento radicale dovrà necessariamente passare attraverso: la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti di sostegno al reddito; l’introduzione dell’innovazione tecnologica applicata al sistema; il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti di lavorazione e trasformazione; la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche attive del lavoro attraverso il re-impiego secondo l’impostazione del welfare to work”.
martedì 30 dicembre 2008
CONVEGNO “CRISI – RILANCIO”, NUOVE PROSPETTIVE PER LA PESCA MAZARESE

Si è tenuta il 29 dicembre 2008 presso la sede dell’Associazione “Casa del Pescatore” di Mazara del Vallo, la tavola rotonda dal titolo: “Pesca, crisi-rilancio”. All’incontro, promosso dall’Associazione Liberi Armatori di Mazara del Vallo e dal suo Presidente, l’on.le Antonino Scillla, hanno partecipato: S.E. Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, l’Assessore regionale alla pesca, on.le Roberto Di Mauro, il Dirigente Generale della pesca, ing. Maurizio Agnese, il Direttore Generale di Federpesca, dott. Luigi Giannini, il comandante in II^ della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, CF (CP) Giosuè Messina.
Alla presenza di una numerosa schiera di armatori e pescatori, UGL ha partecipato con una delegazione composta da Franco Fasola, Capo Struttura Segreteria regionale UGL Sicilia e Giuseppe Messina, Segretario Regionale UGL Sicilia Agroalimentare Settore Pesca.
Nel corso della Tavola Rotonda si sono affrontate numerose questioni riguardanti il comparto e la generalizzata situazione di crisi. Giannini ha ufficializzato la nascita a Mazara del Vallo della “Organizzazione di Produttori (OP) del Gambero bianco e della triglia del Canale di Sicilia”, strumento indispensabile per le politiche di rilancio del segmento della pesca industriale mazarese, vera capitale della pesca italiana. Inoltre, il Direttore di Federpesca ha informato la numerosa platea che, agli inizi del 2009, si procederà alla sottoscrizione con le OO.SS. del nuovo contratto collettivo nazionale del settore che contemplerà moderni istituti a beneficio dei lavoratori anche immigrati. L’assessore regionale alla pesca ha posto l’accento sul brillante risultato raggiunto con l’approvazione della legge-pesca sul caro gasolio che ha previsto un ristoro per fronteggiare gli elevati costi di carburante sopportati dalle imprese di pesca ed in quota-parte dai lavoratori (contratto alla parte); nonché una provvidenza per la dotazione a bordo del blue-box, strumento indispensabile per elevare la sicurezza del natante durante la navigazione. L’ing. Agnese, si è soffermato sugli sforzi compiuti dagli Uffici della Direzione pesca per garantire la predisposizione dei Bandi di prossima uscita e per attivare un nuovo modello di confronto e dialogo con le marinerie attraverso la Conferenza regionale della pesca itinerante che ha consentito di informare le marinerie sulle potenzialità offerte dal FEP per il 2007 – 2013. Ugl Pesca – dichiara – Giuseppe Messina – ha sottolineato l’importante risultato raggiunto, a livello nazionale, dal movimento sindacale in ordine all’applicazione della CIGS in deroga al settore con un primo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2008 ed a livello regionale per l’estensione al settore della pesca dei benefici previsti dal Programma PARI per il reimpiego dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro. In tal senso, Ugl ha chiesto in Cabina di Regia – conclude il dirigente sindacale – una prima previsione di 5 milioni di euro da inserire nel budget previsionale 2009 del Programma PARI. Ugl Sicilia – precisa Giovanni Condorelli, Segretario Generale – ha puntato molto sul settore della pesca, strategico per l’economia isolana sia in termini di fatturato che di occupati. In tema di contrattazione, Ugl – conclude Condorelli – sostiene che per modernizzare le regole del settore è necessario che si pervenga alla sottoscrizione di una duplice piattaforma contrattuale: la prima che regolamenti l’attività della pesca industriale e la seconda che disciplini la pesca artigianale organizzata nella forma cooperativistica ed interessata ad una realtà produttiva diversa.
Alla presenza di una numerosa schiera di armatori e pescatori, UGL ha partecipato con una delegazione composta da Franco Fasola, Capo Struttura Segreteria regionale UGL Sicilia e Giuseppe Messina, Segretario Regionale UGL Sicilia Agroalimentare Settore Pesca.
Nel corso della Tavola Rotonda si sono affrontate numerose questioni riguardanti il comparto e la generalizzata situazione di crisi. Giannini ha ufficializzato la nascita a Mazara del Vallo della “Organizzazione di Produttori (OP) del Gambero bianco e della triglia del Canale di Sicilia”, strumento indispensabile per le politiche di rilancio del segmento della pesca industriale mazarese, vera capitale della pesca italiana. Inoltre, il Direttore di Federpesca ha informato la numerosa platea che, agli inizi del 2009, si procederà alla sottoscrizione con le OO.SS. del nuovo contratto collettivo nazionale del settore che contemplerà moderni istituti a beneficio dei lavoratori anche immigrati. L’assessore regionale alla pesca ha posto l’accento sul brillante risultato raggiunto con l’approvazione della legge-pesca sul caro gasolio che ha previsto un ristoro per fronteggiare gli elevati costi di carburante sopportati dalle imprese di pesca ed in quota-parte dai lavoratori (contratto alla parte); nonché una provvidenza per la dotazione a bordo del blue-box, strumento indispensabile per elevare la sicurezza del natante durante la navigazione. L’ing. Agnese, si è soffermato sugli sforzi compiuti dagli Uffici della Direzione pesca per garantire la predisposizione dei Bandi di prossima uscita e per attivare un nuovo modello di confronto e dialogo con le marinerie attraverso la Conferenza regionale della pesca itinerante che ha consentito di informare le marinerie sulle potenzialità offerte dal FEP per il 2007 – 2013. Ugl Pesca – dichiara – Giuseppe Messina – ha sottolineato l’importante risultato raggiunto, a livello nazionale, dal movimento sindacale in ordine all’applicazione della CIGS in deroga al settore con un primo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2008 ed a livello regionale per l’estensione al settore della pesca dei benefici previsti dal Programma PARI per il reimpiego dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro. In tal senso, Ugl ha chiesto in Cabina di Regia – conclude il dirigente sindacale – una prima previsione di 5 milioni di euro da inserire nel budget previsionale 2009 del Programma PARI. Ugl Sicilia – precisa Giovanni Condorelli, Segretario Generale – ha puntato molto sul settore della pesca, strategico per l’economia isolana sia in termini di fatturato che di occupati. In tema di contrattazione, Ugl – conclude Condorelli – sostiene che per modernizzare le regole del settore è necessario che si pervenga alla sottoscrizione di una duplice piattaforma contrattuale: la prima che regolamenti l’attività della pesca industriale e la seconda che disciplini la pesca artigianale organizzata nella forma cooperativistica ed interessata ad una realtà produttiva diversa.
mercoledì 17 dicembre 2008
PROPOSTE MISURE ANTICRISI PER IL SOSTEGNO AL SETTORE DELLA PESCA
Il settore della pesca è interessato da qualche anno, da una pesante crisi strutturale e congiunturale che si acuirà, sin dal 2009, a causa della ipotizzata recessione economica internazionale, che si ripercuoterà su tutta l’economia italiana. Rispetto a questo scenario, è improcrastinabile attivare misure anticrisi che possano arginare le conseguenze negative dettate dalle previsioni economiche. UGL SICILIA Agroalimentare Settore Pesca ha attentamente monitorato la situazione in cui versano le imprese ittiche siciliane nonchè le condizioni reddituali dei pescatori dipendenti con contratto alla parte o soci delle cooperative di pesca. Le ipotesi su cui UGL ha lavorato sono quelle che riguardano principalmente gli ammortizzatori sociali il cui appostamento da parte del Governo nazionale di 720 milioni di Euro è insufficiente e per di più la somma stanziati per il settore della pesca pari a 10 milioni di Euro per tutte le marinerie italiane non sarà bastevole per far fronte alle previsioni della sola Regione Siciliana. UGL Sicilia, pertanto, chiede al Governo Nazionale che venga almeno più che raddoppiata la somma destinata alla CIGS in deroga per la pesca, portandola almeno a 25 milioni di euro, anche attraverso l’utilizzo, in deroga e previa autorizzazione dell’UE, di una quota di fondi europei assegnati, per garantire l’accesso a tutti i lavoratori imbarcati o utilizzati a terra di tutti i comparti della pesca. Inoltre, occorre con urgenza una previsione normativa che consenta di estendere i benefici dell’ammortizzatore sociale ai pescatori disciplinati dalla legge 250/58, al fine di evitare una imperdonabile sperequazione tra lavoratori dello stesso settore. Altro aspetto sul quale intervenire a livello nazionale è quello dell’estensione alla imprese ittiche dell’Iva per cassa e dell’IVA agricola agevolata, misure che agevolerebbero il flusso finanziario negli esigui bilanci aziendali.
Al Governo regionale, UGL Sicilia Settore Pesca chiede che si faccia carico di abbattere l’IRAP, per almeno un biennio, a favore delle imprese di pesca, singole o in forma cooperativa e/o societaria, cosiddette “virtuose”, che applicano, cioè, il CCNL di categoria, che siano in regola con i versamenti previdenziale ed assistenziali e che non utilizzino lavoratori irregolari, estendendo i benefici anche ai pescatori delle cooperative di pesca disciplinate dalla legge 250/58. Inoltre, UGL Sicilia esprime forti perplessità circa i ritardi nella pubblicazione dei Bandi di cui alle misure FEP. L’orientamento recente dell’amministrazione regionale circa la necessità di regolamentare con legge regionale le fattispecie contenute nel FEP per l’utilizzo delle somme comunitarie si tradurrà in ulteriori ritardi, proiettando i tempi almeno ad aprile/maggio 2009, atteso che il Governo Regionale pare indirizzato verso l’esercizio provvisorio di bilancio. E’ l’ennesima sconfitta della politica regionale dovuta alla incapacità di programmare con serietà il rilancio e lo sviluppo di un comparto da troppo tempo penalizzato dalla crisi di settore ed aggravato dai ritardi continui di una macchina politico-amministrativa inidonea a svolgere un compito istituzionale delicato e, nel contempo, determinante per le sorti della pesca siciliana.
Al Governo regionale, UGL Sicilia Settore Pesca chiede che si faccia carico di abbattere l’IRAP, per almeno un biennio, a favore delle imprese di pesca, singole o in forma cooperativa e/o societaria, cosiddette “virtuose”, che applicano, cioè, il CCNL di categoria, che siano in regola con i versamenti previdenziale ed assistenziali e che non utilizzino lavoratori irregolari, estendendo i benefici anche ai pescatori delle cooperative di pesca disciplinate dalla legge 250/58. Inoltre, UGL Sicilia esprime forti perplessità circa i ritardi nella pubblicazione dei Bandi di cui alle misure FEP. L’orientamento recente dell’amministrazione regionale circa la necessità di regolamentare con legge regionale le fattispecie contenute nel FEP per l’utilizzo delle somme comunitarie si tradurrà in ulteriori ritardi, proiettando i tempi almeno ad aprile/maggio 2009, atteso che il Governo Regionale pare indirizzato verso l’esercizio provvisorio di bilancio. E’ l’ennesima sconfitta della politica regionale dovuta alla incapacità di programmare con serietà il rilancio e lo sviluppo di un comparto da troppo tempo penalizzato dalla crisi di settore ed aggravato dai ritardi continui di una macchina politico-amministrativa inidonea a svolgere un compito istituzionale delicato e, nel contempo, determinante per le sorti della pesca siciliana.
mercoledì 3 dicembre 2008
SOTTOSCRITTO ACCORDO GOVERNATIVO SUGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

Sottoscritto presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, alla presenza del sottosegretario Sen. Pasquale Viespoli, delle parti datoriali e di quelle sociali, un accordo governativo per l’utilizzo della somma complessiva di 10 milioni di Euro finalizzata alla cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga nel settore della pesca nel limite delle risorse di cui all’art.2, comma 521, della legge 24 dicembre 2007, n.244; come integrato dal’art.4 ter del decreto legge 3 giugno 2008, n97, convertito con modificazioni dalla legge 2 agosto 2008, n.129.
E’ il risultato di una incisiva azione condotta da UGL Agroalimentare Settore Pesca in tutti i tavoli istituzionali, politici e tecnici – dichiara Paolo Mattei, Segretario nazionale – che ha contribuito all’estensione dell’ammortizzatore sociale in deroga al settore della pesca, da sempre escluso. La CIGS in deroga – conclude Mattei – è destinata al personale imbarcato, dipendente e soci lavoratori di cui alla legge n.142/2001 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha colpito il settore e che applichino il CCNL dell’8 marzo 2005.
UGL Agroalimentare Settore Pesca – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale siciliano – esprime soddisfazione per l’importante risultato raggiunto a livello ministeriale con la sottoscrizione di un “Verbale di accordo” che riconosce i benefici del trattamento straordinario di integrazione salariale a quei pescatori interessati da periodi di sospensione dal lavoro e, comunque, per un periodo non superiore al numero di giornate retribuite nel corso dell’anno precedente.
E’ un risultato storico – prosegue Messina – che evidenzia in maniera inconfutabile il grande impegno profuso da UGL per contribuire, in maniera concreta e fattiva, alla modernizzazione della pesca italiana. Il cambiamento radicale nel settore della pesca – conclude il segretario UGL PESCA SICILIA - dovrà necessariamente passare attraverso: la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti il sostegno al reddito; il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti; la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche di reimpiego sul modello del “Welfare to work”; in ultimo, alla formazione continua, secondo l’impostazione “Working in progress”, a garanzia di standard di qualità accettabili per i lavoratori dell’intero comparto.
E’ il risultato di una incisiva azione condotta da UGL Agroalimentare Settore Pesca in tutti i tavoli istituzionali, politici e tecnici – dichiara Paolo Mattei, Segretario nazionale – che ha contribuito all’estensione dell’ammortizzatore sociale in deroga al settore della pesca, da sempre escluso. La CIGS in deroga – conclude Mattei – è destinata al personale imbarcato, dipendente e soci lavoratori di cui alla legge n.142/2001 delle imprese di pesca interessate dallo stato di crisi che ha colpito il settore e che applichino il CCNL dell’8 marzo 2005.
UGL Agroalimentare Settore Pesca – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale siciliano – esprime soddisfazione per l’importante risultato raggiunto a livello ministeriale con la sottoscrizione di un “Verbale di accordo” che riconosce i benefici del trattamento straordinario di integrazione salariale a quei pescatori interessati da periodi di sospensione dal lavoro e, comunque, per un periodo non superiore al numero di giornate retribuite nel corso dell’anno precedente.
E’ un risultato storico – prosegue Messina – che evidenzia in maniera inconfutabile il grande impegno profuso da UGL per contribuire, in maniera concreta e fattiva, alla modernizzazione della pesca italiana. Il cambiamento radicale nel settore della pesca – conclude il segretario UGL PESCA SICILIA - dovrà necessariamente passare attraverso: la salvaguardia dei posti di lavoro, anche utilizzando strumenti il sostegno al reddito; il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza a bordo dei natanti ed a terra negli impianti; la riorganizzazione della materia contrattuale in scadenza secondo un modello innovativo che pensi, con diverse velocità, al governo della pesca industriale rispetto a quella artigianale ed introduca politiche di reimpiego sul modello del “Welfare to work”; in ultimo, alla formazione continua, secondo l’impostazione “Working in progress”, a garanzia di standard di qualità accettabili per i lavoratori dell’intero comparto.
giovedì 27 novembre 2008
PESCA, PASSO IN AVANTI SBLOCCO BANDI PESCA
Apprezzamento esprime UGL SICILIA Agroalimentare Settore Pesca – dichiara Giuseppe Messina (nella foto), segretario regionale – per la sottoscrizione del Protocollo d’intesa con il Governo della Regione Siciliana, avvenuta il 26 novembre scorso tra il presidente Raffaele Lombardo e il Segretario Generale UGL SICILIA Giovanni Condorelli.La richiesta formulata da Condorelli al Presidente Lombardo ed all’Assessore regionale alla pesca Di Mauro, durante il Tavolo regionale per le misure anticrisi, di intervenire affinché si pervenga, in tempi brevi, allo sblocco delle procedure per i Bandi FEP, rappresenta chiaro segnale di attenzione che UGL presta, da molti mesi, ad un settore quale quello della pesca che necessità di una inversione di tendenza per il rilancio delle attività economico-produttive.La posizione assunta da Segretario Generale UGL SICILIA ci conforta – dichiara Giuseppe Messina – e rassicura i lavoratori della pesca che confidano nell’impegno di UGL PESCA per l’individuazione di politiche innovative per il sostegno al reddito dei pescatori siciliani.
martedì 18 novembre 2008
CHIESTA FORMAZIONE PESCATORI E POTENZIAMENTO UFFICI REGIONALI PER QUALIFICARE LA PESCA SICILIANA

Presentata la nuova programmazione FEP 2007/2013 nel corso di un incontro tenutosi presso la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo nell’ambito degli Incontri Preliminari della Conferenza Regionale della Pesca 2008.
All’incontro, organizzato dalla Dipartimento della pesca dell’Assessorato regionale per la cooperazione, il commercio, l’artigianato e la pesca, ha partecipato una delegazione di Ugl Sicilia composta da Franco Fasola, Capo Struttura, e Giuseppe Messina, Segretario regionale del settore, e sono stati affrontati i temi legati alle misure di intervento nell’ambito degli stanziamenti di cui al FEP e dei prossimi Bandi che disciplineranno le modalità di accesso ai finanziamenti.
UGL SICILIA Settore Pesca – dichiara franco Fasola – plaude allo sforzo prodotto dall’ing. Maurizio Agnese Dirigente generale del Dipartimento pesca e dal suo Staff per promuovere, attraverso lo strumento della Conferenza regionale della pesca itinerante, le potenzialità di utilizzo dei fondi FEP per gli operatori della filiera ittica in Sicilia.
In un approccio d’insieme dello strumento però – prosegue Messina – l’UGL non può non evidenziare i limiti iniziali di un percorso istituzionale che parte monco; l’attuale struttura della Direzione regionale pesca, composta da n.38 unità lavorative, non sarà, infatti, nelle condizioni di poter arginare le richieste che perverranno dagli operatori della pesca. Occorre un atto di “buona volontà” da parte della politica siciliana e del Governo Lombardo in particolare, per fornire risposte concrete al settore della pesca. Lo si può fare e lo si deve fare, anche attraverso un potenziamento degli uffici per consentire di ridurre i tempi di istruttoria delle pratiche di finanziamento.
La pesca siciliana non ha più la forza per caricarsi dei ritardi dell’Amministrazione regionale.
Occorre mettere mano ai Bandi per pubblicarli entro qualche settimana ed avviare l’iter istruttorio per erogare, in un lasso di tempo consono, i benefici degli interventi previsti dalle misure.
Nel concludere l’intervento, Messina si è soffermato sulle misure socio-economiche previste dal FEP, sottolineando che gli stessi non dovranno limitarsi al fermo tecnico o di emergenza, ma andranno previsti strumenti di sostegno al reddito anche per quei pescatori che saranno interessati da procedure di espulsione dal mercato del lavoro temporanee e definitive.
La formazione professionale, la riqualificazione e l’aggiornamento dovranno costituire uno strumento di intervento ordinario a favore dei pescatori con la duplice valenza di integrare il reddito e qualificare la propria capacità di operare a bordo dei natanti, allineando, in tal modo, le proprie conoscenze con i nuovi standard operativi (sicurezza a bordo, norme igienico-sanitarie, tracciabilità del prodotto, etc.) in un processo “work in progress”.
All’incontro, organizzato dalla Dipartimento della pesca dell’Assessorato regionale per la cooperazione, il commercio, l’artigianato e la pesca, ha partecipato una delegazione di Ugl Sicilia composta da Franco Fasola, Capo Struttura, e Giuseppe Messina, Segretario regionale del settore, e sono stati affrontati i temi legati alle misure di intervento nell’ambito degli stanziamenti di cui al FEP e dei prossimi Bandi che disciplineranno le modalità di accesso ai finanziamenti.
UGL SICILIA Settore Pesca – dichiara franco Fasola – plaude allo sforzo prodotto dall’ing. Maurizio Agnese Dirigente generale del Dipartimento pesca e dal suo Staff per promuovere, attraverso lo strumento della Conferenza regionale della pesca itinerante, le potenzialità di utilizzo dei fondi FEP per gli operatori della filiera ittica in Sicilia.
In un approccio d’insieme dello strumento però – prosegue Messina – l’UGL non può non evidenziare i limiti iniziali di un percorso istituzionale che parte monco; l’attuale struttura della Direzione regionale pesca, composta da n.38 unità lavorative, non sarà, infatti, nelle condizioni di poter arginare le richieste che perverranno dagli operatori della pesca. Occorre un atto di “buona volontà” da parte della politica siciliana e del Governo Lombardo in particolare, per fornire risposte concrete al settore della pesca. Lo si può fare e lo si deve fare, anche attraverso un potenziamento degli uffici per consentire di ridurre i tempi di istruttoria delle pratiche di finanziamento.
La pesca siciliana non ha più la forza per caricarsi dei ritardi dell’Amministrazione regionale.
Occorre mettere mano ai Bandi per pubblicarli entro qualche settimana ed avviare l’iter istruttorio per erogare, in un lasso di tempo consono, i benefici degli interventi previsti dalle misure.
Nel concludere l’intervento, Messina si è soffermato sulle misure socio-economiche previste dal FEP, sottolineando che gli stessi non dovranno limitarsi al fermo tecnico o di emergenza, ma andranno previsti strumenti di sostegno al reddito anche per quei pescatori che saranno interessati da procedure di espulsione dal mercato del lavoro temporanee e definitive.
La formazione professionale, la riqualificazione e l’aggiornamento dovranno costituire uno strumento di intervento ordinario a favore dei pescatori con la duplice valenza di integrare il reddito e qualificare la propria capacità di operare a bordo dei natanti, allineando, in tal modo, le proprie conoscenze con i nuovi standard operativi (sicurezza a bordo, norme igienico-sanitarie, tracciabilità del prodotto, etc.) in un processo “work in progress”.
lunedì 20 ottobre 2008
SI ALLE DEMOLIZIONI DEFINITIVE DELLE UNITA’ DI PESCA

Sulla GU n. 238 del 10 ottobre 2008 sono state pubblicate le misure relative all’arresto definitivo. Il DM 8 agosto 2008 prevede le modalità di arresto definitivo delle attività delle unità da pesca.
La misura prevista dal Regolamento (CE) 1198/2006 del Consiglio istitutivo del FEP e dal Regolamento (CE) 498/2007 della Commissione istitutivo delle modalità di applicazione è finalizzata alla riduzione dello sforzo di pesca come previsto dal Piano operativo nazionale ed alla ristrutturazione della flotta peschereccia italiana.
Il natante da demolire deve possedere un’età non inferiore ai 10 anni e deve avere effettuato almeno 75 giorni di pesca in ciascuno dei due periodi di dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda. Al fine del calcolo del premio andrà sottratta una parte del premio riscosso in caso di aiuto per l’ammodernamento del natante, calcolata pro rata temporis per il periodo vincolativo residuo.
L’approvazione da parte del MIPAF del Decreto Ministeriale di arresto definitivo delle unità da pesca – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale UGL PESCA - segue una politica di interventi per il contrasto al caro-gasolio ed alla crisi strutturale che caratterizza il settore della pesca comunitario.
L’UGL PESCA, però, è fortemente preoccupata – prosegue Messina – per via dei piani di disarmo 2008/2010, previsti all’art.3 del D.M., che ridurranno, nel prossimo triennio, da un lato la capacità di pesca nel Canale di Sicilia ed intorno alle coste siciliane di svariate migliaia di tonnellate, per consentire la ricostituzione degli stocks ittici, dall’altro produrranno centinaia di pescatori disoccupati in assenza di misure di politica del lavoro attiva per il reimpiego a supporto della politica di tagli nel settore.
Occorre – conclude Messina – che alla misura drastica di abbandono dell’attività di pesca si accompagnino misure di walfare attivo per arginare l’aumento dell’esercito di disoccupati, in una Regione che non può permetterselo,
Disoccupazione che interesserà soprattutto gli “over 50”, i quali senza una azione a supporto di una riqualifica professionale, finirebbero col restare definitivamente al margine del mercato del lavoro.
La misura prevista dal Regolamento (CE) 1198/2006 del Consiglio istitutivo del FEP e dal Regolamento (CE) 498/2007 della Commissione istitutivo delle modalità di applicazione è finalizzata alla riduzione dello sforzo di pesca come previsto dal Piano operativo nazionale ed alla ristrutturazione della flotta peschereccia italiana.
Il natante da demolire deve possedere un’età non inferiore ai 10 anni e deve avere effettuato almeno 75 giorni di pesca in ciascuno dei due periodi di dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda. Al fine del calcolo del premio andrà sottratta una parte del premio riscosso in caso di aiuto per l’ammodernamento del natante, calcolata pro rata temporis per il periodo vincolativo residuo.
L’approvazione da parte del MIPAF del Decreto Ministeriale di arresto definitivo delle unità da pesca – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale UGL PESCA - segue una politica di interventi per il contrasto al caro-gasolio ed alla crisi strutturale che caratterizza il settore della pesca comunitario.
L’UGL PESCA, però, è fortemente preoccupata – prosegue Messina – per via dei piani di disarmo 2008/2010, previsti all’art.3 del D.M., che ridurranno, nel prossimo triennio, da un lato la capacità di pesca nel Canale di Sicilia ed intorno alle coste siciliane di svariate migliaia di tonnellate, per consentire la ricostituzione degli stocks ittici, dall’altro produrranno centinaia di pescatori disoccupati in assenza di misure di politica del lavoro attiva per il reimpiego a supporto della politica di tagli nel settore.
Occorre – conclude Messina – che alla misura drastica di abbandono dell’attività di pesca si accompagnino misure di walfare attivo per arginare l’aumento dell’esercito di disoccupati, in una Regione che non può permetterselo,
Disoccupazione che interesserà soprattutto gli “over 50”, i quali senza una azione a supporto di una riqualifica professionale, finirebbero col restare definitivamente al margine del mercato del lavoro.
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