CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012

CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012
Lavorare é Crescere

UGL 1950-2010

UGL 1950-2010
60 ANNI DI STORIA A FIANCO DEI LAVORATORI

sabato 13 giugno 2009

CONDORELLI: PUNTARE SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E LA FORMAZIONE DEI PESCATORI PER UNA PESCA ECOCOMPATIBILE




L’azzeramento del Governo regionale e la costituzione di una nuova squadra di assessori non ha rallentato il processo decisionale della politica regionale.
E’ quanto dichiara Giuseppe Messina, segretario regionale UGL Sicilia Pesca, il quale ribadisce, comunque, la necessità che si ritorni a discutere sulle politiche di sviluppo economico intorno alla pesca. Il settore ha necessità di riscrivere le proprie regole partendo dalla modifica delle norme contenute nella L.r. n.32/2000. La pubblicazione dei primi due bandi da parte dell’Assessorato regionale alla pesca – prosegue Messina – va nella direzione auspicata da UGL SICILIA di improntare il settore verso un processo di riqualificazione complessivo, secondo una logica di eco compatibilità, attraverso investimenti in innovazione tecnologica applicata ai natanti da pesca, agli impianti a terra, alle strutture di acquacoltura e maricoltura, alla fase di commercializzazione. Attraverso i bandi pubblicati l’assessore regionale Roberto di Mauro ha destinato i primi 21 milioni di euro per la sicurezza dei pescatori, la qualità, la selezione delle catture, il miglioramento dei processi di trasformazione e commercializzazione del pescato. Destinatari dei contributi sono le micro, piccole e medie imprese di pesca, che potranno fare istanza di accesso ai contributi entro il prossimo 10 luglio. Le richieste potranno essere inoltrate ogni anno, dal 2010 al 2013, entro il sessantesimo giorno a decorrere dal primo gennaio di ciascun anno. Si precisa che le risorse stanziate per la misura 1.3 “Investimenti a bordo dei pescherecci e alla selettività” si riferiscono alle annualità 2007-2008-2009, e ammontano a circa 8 milioni di euro. Scopo della misura è migliorare le condizioni dei pescatori durante la loro attività, in termini di sicurezza e igiene, ottimizzare la qualità del pescato e tutelare il mare attraverso l’armamento e l’ammodernamento dei pescherecci. Per quanto attiene il secondo bando, 13 milioni e 200mila euro, si precisa che si tratta di somme previste per gli interventi della misura 2.3 indirizzata agli “Investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione. L’obiettivo è potenziare tutta la filiera lungo il processo della preparazione, della conservazione e del confezionamento del pesci, fino ad arrivare alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti.
Il successo ottenuto da UGL Sicilia Pesca con la recente approvazione dell’art.35 della legge n.6 del 14 maggio 2009 (GURS n.22 del 20/05/09 Parte I), frutto di una azione di sensibilizzazione verso il Governo regionale ed i parlamentari - dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale Ugl Sicilia - ha dotato la Sicilia dello strumento essenziale per l’erogazione di interventi formativi in favore dei pescatori e degli addetti lungo la filiera ittica. Ma non basta.
E’ essenziale – prosegue Condorelli – che si pervenga, in tempi brevi, ad individuare il fabbisogno formativo ed i requisiti d ammissibilità, d’intesa con l’assessore regionale al lavoro, per formare e riqualificare il personale operante nel comparto pesca. L’iniziativa del Dirigente generale alla pesca, Gianmaria Sparma di convocare per il 16 giugno prossimo una riunione sull’argomento, viene sottolineata con soddisfazione da UGL SICILIA. Auspichiamo che si metta mano ad un disegno di legge di riforma organica che doti la Sicilia ed il settore della pesca di un testo unico snello e di immediata applicazione.

sabato 23 maggio 2009

PUBBLICATI I PRIMI BANDI PESCA


Pubblicati nella GURS n. 23 del 22.05.09 - Supplemento - i bandi relativi alle misure 1.3 "Investimenti a bordo dei pescherecci e selettività (art. 25 Reg. CE 1198/06)" e 2.3 "Investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione (artt. 34 e 35 Reg. CE 1198/06)".
Di seguito si riporta una parte del contenuto relativo al Bando Fep mis. 1.3 "Investimenti a bordo dei pescherecci e selettività.
I Bandi sono scaricabili dal sito dell'assessorato regionale alla pesca la cui link e contenuta nel presente BLOG.
Finalità della misura
Gli obiettivi perseguiti dalla presente misura sono riconducibili al miglioramento delle condizioni di operatività dei pescherecci, in termini di sicurezza, delle condizioni di lavoro, di igiene e qualità del pescato, secondo le indicazioni di cui al Capitolo III del Reg. CE 2371/2002, relativo
all’adeguamento della capacità di pesca.
La misura finanzia i lavori di armamento e ammodernamento per adeguare i pescherecci alle
esigenze ambientali e per consentire il rispetto degli ecosistemi acquatici, nonché favorire
l’evoluzione dello sforzo di pesca verso sistemi di cattura più sostenibili e con sistemi di pesca
selettivi.
Gli investimenti non dovranno permettere un aumento della capacità di cattura e della dimensione della stazza e della potenza motore e dovranno conseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:
• razionalizzazione delle operazioni di pesca, in particolare mediante l’impiego a bordo di
tecnologie e metodi di pesca più selettivi onde evitare catture accessorie non opportune;
• miglioramento della qualità dei prodotti pescati e conservati a bordo, mediante l’impiego di
adeguate tecniche di pesca e di conservazione delle catture e l’applicazione di normative
sanitarie;
• miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza;
• garantire la qualità dell’opera e la rispondenza alle finalità relative alla misura;
• garantire la conformità alle norme vigenti;
• soddisfare i requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario.
Ai fini della sicurezza a bordo, è possibile aumentare la stazza dell’imbarcazione (stazza di
sicurezza), purché ciò non determini un aumento dello sforzo di pesca, secondo quanto prescritto
dall’art.11. comma 5 del Reg CE 2371/2002, e dal Reg.CE 1438/2003. Detto aumento deve essere certificato da un Organismo di classifica riconosciuto a livello europeo e annotato separatamente nell’estratto matricola del natante a cura dell’Ufficio di iscrizione.
In coerenza con le finalità della presente misura relativamente al miglioramento delle condizioni di vita a bordo possono essere effettuati interventi di ammodernamento come specificati al punto 10 delle premesse del Reg CE 1438 /2003.
Area territoriale di attuazione
I pescherecci ammissibili a contributo devono essere iscritti nel Registro comunitario da almeno 5 anni ed in uno dei Compartimenti marittimi della Regione Siciliana alla data di pubblicazione del bando.
Interventi ammissibili
La misura si articola nelle seguenti tipologie di intervento:
• investimenti volti a migliorare gli standard di sicurezza a bordo, le condizioni di lavoro,
l’igiene, la qualità dei prodotti, l’efficienza energetica e la selettività senza incrementare le
capacità di cattura del peschereccio;
• investimenti volti alla sostituzione del motore come disciplinati dall’art.25 comma 3 del
Reg. CE1198/2006;
• investimenti di armamento e di lavori di ammodernamento volti a:
a) ridurre i rigetti in mare;
b) ridurre l’impatto della pesca su specie non commerciali;
c) ridurre l’impatto della pesca sugli ecosistemi e sui fondali marini;
d) proteggere le catture e gli attrezzi dai predatori selvatici, anche attraverso modifiche del
materiale di parte degli attrezzi da pesca, purché non comportino un aumento dello sforzo
di pesca o una riduzione della selettività degli attrezzi stessi e siano introdotte tutte le
misure appropriate per evitare danni fisici ai predatori;
• investimenti volti alla selettività degli attrezzi da pesca, compresa la sostituzione degli stessi
verso l’uso di altre tecniche di pesca più selettive, di cui ai sistemi non trainati elencati nella
tabella 3 del Reg. CE 1799/2006.
• Prima sostituzione degli attrezzi da pesca, allo scopo di garantire il rispetto dei nuovi
requisiti tecnici comunitari in materia di selettività o per ridurre l’impatto di pesca sulle
specie non commerciali. Gli aiuti possono essere concessi fino alla data in cui tali requisiti
diventano obbligatori o per un breve periodo successivo fissato dalla pertinente normativa
comunitaria.
• Massimo due sostituzioni degli attrezzi da pesca, per tutto il periodo 2007/13, ai fini della
selettività, nei casi in cui il peschereccio interessato rientri in un piano di ricostituzione ai
sensi dell’art. 5 del Reg. CE 2371/02 o i nuovi attrezzi siano più selettivi e rispettino criteri e
pratiche ambientali riconosciute e più rigorose rispetto ai vigenti obblighi normativi.
Modalità e termini di presentazione delle domande
La domanda di ammissione al contributo, in originale e in carta semplice in tre copie,contenente
l’elencazione dei documenti prodotti, pena la irricivibilità deve essere compilata dall’armatore, o
dal proprietario, utilizzando esclusivamente il modello allegato al presente bando e sottoscritta dal richiedente ai sensi del DPR n.445/2000.
La domanda, completa della relativa documentazione ed indicante la dicitura “Domanda di
ammissione al contributo relativo alla misura 1.3” deve essere spedita a mezzo raccomandata, o
presentata direttamente alla Regione Siciliana- Assessorato Cooperazione Commercio Artigianato e Pesca- Dipartimento Pesca, via degli Emiri ,45 Cap 90135, entro il termine perentorio di 60 giorni a pena di esclusione, a decorrere dal primo giorno successivo alla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
Se la scadenza venisse a coincidere con un sabato o giorno festivo, il termine di ricezione delle
domande slitterà al primo giorno lavorativo utile.
Il presente bando sarà pubblicato anche sul sito ufficiale del Dipartimento Pesca.
In caso di invio a mezzo raccomandata farà fede la data di spedizione.
Per la consegna diretta, farà fede la data di accettazione dell’Ufficio preposto del Dipartimento
Pesca.
La domanda di ammissione a contributo potrà essere presentata ogni anno a partire dal 2010 e per l’intero periodo di programmazione, entro il sessantesimo giorno a decorrere dal primo gennaio di ciascun anno.
Le comunicazioni inerenti la quantificazione delle risorse annuali per l’intero periodo di
programmazione oltre che eventuali modifiche e/o integrazioni al presente bando, verranno
effettuate con avviso pubblicato sulla GURS alla voce comunicazioni e sul sito ufficiale del
Dipartimento Pesca.
Le certificazioni a corredo della domanda, in originale o copia conforme, devono essere in corso di
validità alla data di presentazione della domanda.
In caso di domande presentate ai sensi dell’art. 25 par .4 del Reg.CE 1198/2006, da richiedenti
appartenenti ad un gruppo di navi, per l’iniziativa riguardante l’acquisto e installazione del motore,
le singole domande dovranno essere inviate con un'unica lettera di trasmissione.
Soggetti ammissibili a finanziamento
I soggetti ammissibili al finanziamento sono i proprietari o gli armatori di imbarcazioni da pesca.
Per questi ultimi soggetti è necessario che il proprietario accordi, per iscritto, il proprio consenso
alla esecuzione dei lavori ed alla iscrizione dei vincoli gravanti sul peschereccio.
Requisiti per l’ ammissibilità
Al momento della domanda i richiedenti a pena di esclusione, devono essere in possesso dei
seguenti requisiti ed ottemperare a quanto di seguito:
a. assenza di procedure concorsuali e di amministrazione controllata;
b. nel caso in cui l’impresa (cooperative, impresa di armamento) utilizza personale dipendente,
applicazione del CCNL di riferimento e regolare adempimento delle leggi sociali e di sicurezza
sul lavoro. Per le fattispecie ove il CCNL non è applicabile obbligatoriamente, l’istante dovrà
produrre idonea documentazione diretta ad attestare il corretto imbarco ed il relativo titolo del
marittimo;
c. completezza della documentazione indicata nel bando di attivazione della misura, come
essenziale ai fini dell'ammissibilità;
d. assenza di esposizioni debitorie derivanti da provvedimenti di revoca dei benefici concessi a
valere sul Programma SFOP; alla data di presentazione dell'istanza e alla data di pubblicazione
della graduatoria di ammissione a contributo;
e. presenza di tutti i presupposti per contrarre con la Pubblica Amministrazione, previsti dalle
vigenti disposizioni di legge;
f. per investimenti materiali è consentita la localizzazione della sede legale della società in
territorio extraregione al momento della domanda di contributo, ma con l’impegno dell’impresa
richiedente, ad eleggere nel territorio regionale la propria sede legale prima della concessione
del finanziamento ed ivi mantenerla per almeno 5 anni;
Il natante, oggetto di richiesta di finanziamento, deve rispettare le condizioni di seguito elencate:
• essere iscritto da almeno 5 anni nel Registro comunitario delle navi da pesca e in uno dei
compartimenti marittimi della Regione di riferimento alla data di pubblicazione del bando;
• avere effettuato almeno 75 giorni di pesca in ciascuno dei due periodi di 12 mesi
precedenti la data di presentazione della domanda attestato dall’Autorità Marittima
competente;
• non essere in disarmo da più di dodici mesi, calcolati dal momento della presentazione
della domanda, attestato dall’autorità Marittima competente. Fa eccezione il caso di
danneggiamento dell’imbarcazione per avverse condizioni meteomarine, certificate
dall’Autorità marittima e in caso di arresto temporaneo;
• se trattasi di unità di età superiore a 29 anni, deve essere certificata la validità tecnico
economica dell’iniziativa da un Organismo di classifica riconosciuto a livello europeo.
Documentazione richiesta per accedere alla misura
I soggetti che intendono accedere alle agevolazioni finanziarie dovranno presentare la seguente
documentazione, in corso di validità, unitamente alla domanda:
1. preventivo, i cui prezzi sono desunti da listini ufficiali depositati presso la Camera di
Commercio nel caso di macchinari e attrezzature. Nel caso di opere a bordo, il preventivo
deve contenere la specifica delle caratteristiche tecniche di ogni singolo intervento e indicare
il costo unitario, il costo totale, nonché la quantità dei materiali occorrenti. Per gli interventi
eseguiti in cantiere, contratto del cantiere navale. Per i lavori effettuati e ritenuti coerenti con
le finalità del presente bando, le fatture, le cui spese risultano ammissibili a far data dal
1/1/2007;
2. estratto matricolare (o del R.N.M.G.) della nave da ammodernare;
3. copia conforme a norma di legge, del certificato di iscrizione nel Registro delle imprese di
pesca (R.I.P.) del proprietario o dell’armatore;
4. certificato di un Organismo di classifica riconosciuto a livello europeo, ai sensi della
Direttiva 94/57/CE, modificata dalla Direttiva 97/58/CE, attestante la validità tecnica ed
economica dell'iniziativa, per le unità con età superiore a 29 anni;
5. dichiarazione resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, corredata da
fotocopia di un documento di identità, in corso di validità, del richiedente o legale
rappresentante, attestante di non aver effettuato, sulla medesima imbarcazione, interventi
uguali a quelli richiesti, negli ultimi 5 anni;
6. dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, corredata da
fotocopia di un documento di identità, in corso di validità, del richiedente o legale
rappresentante, attestante di non aver effettuato, sulla medesima imbarcazione, interventi
uguali a quelli richiesti, a valere sulla misura 4.17.C dello SFOP 2000-2006;
7. certificato della Camera di commercio o del tribunale, con indicazione dello stato non
fallimentare dell’impresa richiedente;
8. dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 47 D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, corredata da
fotocopia di un documento di identità, in corso di validità, del richiedente o legale
rappresentante indicante il rispetto delle norme di cui al contratto collettivo di lavoro
applicato nei confronti del personale dipendente;
9. DURC o dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000
a firma del richiedente o legale rappresentante, con la quale si certifichi la regolarità
contributiva ai sensi della normativa vigente;
10. in caso di domanda presentata dall’armatore, assenso del/i proprietario all’investimento;
11. in caso di ammodernamento di navi superiori a 24 metri fuori tutto, per interventi che
riguardano il sistema di propulsione, dichiarazione riguardante la partecipazione della nave a
un piano di salvataggio e ristrutturazione e di essere oggetto di modifiche a favore di un
metodo di pesca a minor consumo di carburante;
12. dichiarazione di assenso alla pubblicazione dei dati, ai sensi dell’art. 30 del Reg. CE 498/07;
13. in caso di opere a bordo che incidono o modificano parti strutturali dello scafo:progetto di
ammodernamento (relazione descrittiva dell’intervento, elaborati grafici, documentazione
fotografica dello stato di fatto, elenco dettagliato dei costi unitari e quantità, e quadro
riepilogativo di spesa, in riferimento ai preventivi selezionati);
14. in caso di acquisto di beni/attrezzature che non incidono o modificano la struttura dello
scafo:relazione descrittiva dell’intervento quadro riepilogativo di spesa;
15. ogni tipo di documentazione necessaria all’attribuzione dei punteggi utilizzati per la
formazione della graduatoria di merito di cui ai criteri di selezione;
L'Amministrazione si riserva di verificare, anche a campione, la veridicità delle dichiarazioni ed
autocertificazioni rilasciate all'atto della presentazione della domanda di contributo.
La mancata presentazione di anche uno solo dei documenti sopra indicati comporterà
l'inammissibilità della domanda, fatta eccezione per la dichiarazione di cui al punto 12.
Spese ammissibili
Al fine del raggiungimento degli obiettivi del Programma, le spese sostenute dal 1.01.2007 per la
realizzazione degli interventi sono considerate ammissibili.
Le spese ritenute ammissibili riguardano:
Scafo
• ristrutturazione parziale: sostituzione di parti del fasciame;
• consolidamento: calafataggio, chiodatura, pitturazione e sabbiatura delle sole parti
sottoposte a ristrutturazione;
• installazione degli alberetti di poppa e di prua;
• installazione dell’arcone di poppa;
• installazione del rullo di poppa;
• ringhiere, capodibanda, osteriggi, chiusura e copertura del ponte;
• ristrutturazione della plancia;
• ristrutturazione totale o parziale del ponte di coperta e/o ponte imbarcazioni.
Attrezzature per la pesca
• acquisto ed installazione di macchinari di salpamento (salpancore, salpacavi, salpareti,
verricello, gru, ecc.);
• sostituzione attrezzi più selettivi.
Sistemazione interna
• ristrutturazione degli alloggi e servizi per l’equipaggio.
Impianti vari
• impianto elettrico;
• gruppi elettrogeni;
• impianto di riscaldamento;
• impianto idraulico del verricello;
• acquisto e installazione del sistema idraulico;
• acquisto e installazione del sistema di trasmissione;
• acquisto e installazione dell’elica;
• pompa sentina.
Attrezzature di lavorazione e conservazione del pescato
• lavori per adeguamento alle norme di igiene, sicurezza, sanità, ambiente, qualità dei prodotti
e condizioni di lavoro;
• macchine per il trattamento del pescato;
• macchine per la fabbricazione del ghiaccio;
• impianti frigoriferi;
• ristrutturazione e isolamento della stiva (senza aumento della stazza).
Sistema di propulsione
• Acquisto e installazione del motore principale con le seguenti modalità:
1. per le navi fino a 12 metri di lunghezza fuori tutto, ad esclusione delle navi che
utilizzano gli attrezzi trainati di cui alla tab. 3, Allegato 1 del Reg. CE 26/2004: potenza
del nuovo motore inferiore o uguale a quella del motore da sostituire;
2. per le navi fino a 24 metri di lunghezza fuori tutto, diverse da quelle di cui al precedente
punto 1: potenza del nuovo motore inferiore di almeno il 20% rispetto a quella del
motore da sostituire;
3. per le navi superiori a 24 metri di lunghezza fuori tutto, con sistema di pesca a traino:
potenza del nuovo motore inferiore di almeno il 20% rispetto a quella del motore da
sostituire, nonché obbligo di partecipazione a un piano di salvataggio e ristrutturazione e
di modifiche a favore di un metodo di pesca a minor consumo di carburante.
La riduzione del 20% della potenza del motore può essere conseguita da un gruppo di navi, alle
seguenti condizioni:
a) tutte le navi appartenenti allo stesso gruppo devono essere identificate
individualmente;
b) tutte le navi appartenenti allo stesso gruppo devono operare nelle stesse zone di
gestione;
c) tutte le navi appartenenti allo stesso gruppo devono usare i medesimi attrezzi da
pesca principali elencati nell’appendice III, sezione c, del Reg. CE 1639/2001 (G.U.
L222 del 17 agosto 2001, pag. 53);
d) uno stesso gruppo non può comprendere più di 50 navi;
e) la singola nave, appartenente ad un gruppo, non può comunque aumentare la potenza
del motore.
Per calcolare la riduzione del 20% di potenza motrice, conseguita da un gruppo di navi, si
applica la seguente formula:
potenza finale _ potenza iniziale – riduzione di potenza del 20%
dove:
potenza iniziale = potenza cumulata di tutte le navi del gruppo prima delle
sostituzioni;
riduzione di potenza del 20% = il 20% calcolato sulla potenza iniziale del gruppo.
• acquisto e installazione di un regolatore del flusso di carburante;
• acquisto e installazione di motore a metano;
• acquisto e installazione di motore ausiliario;
• acquisto di attrezzature finalizzate al risparmio energetico.
Apparecchiature elettroniche
• acquisto e installazione di pilota automatico, plotter, GPS, bussola, radio (VHF, HF),
apparato di controllo blue-box, ecoscandaglio, epirb, radar ;
• acquisto e installazione di apparecchi elettronici di ausilio alla navigazione (E.C.S.
Electronic Chart System), relativi alla cartografia digitale e database.
Spese generali
Le spese generali sono ammissibili al contributo fino ad un massimo del 8% del totale delle spese
preventivate e ritenute ammissibili, al netto delle spese generali.
Rientrano tra le spese generali le spese bancarie, per la tenuta di un conto corrente dedicato; le spese per garanzie fidejussorie; le spese progettuali; le spese tecniche, quali spese per attività di
Organismi di classifica; le spese per la realizzazione delle targhe esplicative finalizzate alla
pubblicità dell’intervento, previste dall’art. 32 Reg. CE 498/2007.
Quant’altro non contemplato, ma pertinente alla realizzazione dell’intervento, nel rispetto delle
finalità dello stesso e in osservanza delle norme di ammissibilità della spesa, previste dai
regolamenti comunitari di settore e a quanto contemplato nel documento “linee guida per le spese ammissibili,”allegato al presente bando è ritenuto spesa ammissibile dall’Amministrazione, su espresso parere della competente Commissione di valutazione.
Tutte le spese considerate ammissibili sono considerate al netto di tasse, oneri accessori( es. oneri bancari ecc.) imposte.
Sono considerate non ammissibili le seguenti spese:
• IVA se recuperabile;
• materiale usato, compreso il montaggio;
• sonar e altre attrezzature che possano accrescere la capacità di pesca;
• lavori di ordinaria manutenzione: calafataggio, chiodatura, pitturazione, sabbiatura ecc.
dell’intera imbarcazione (i predetti lavori sono ammessi limitatamente alle parti sostituite);
• revisione e riparazione del motore e di impianti, attrezzature e macchinari;
• acquisto di materiale non durevole ( casse per pesce, vestiti, carburanti, lubrificanti);
• lavori di rifacimento dello scafo, che, per entità, lascino prefigurare una nuova costruzione;
• spese sostenute antecedentemente al 1° gennaio 2007;
• contributi in natura;
• spese relative ad opere in subappalto;
• tributi o oneri (in particolare le imposte dirette e i contributi per la previdenza sociale su
stipendi e salari) che derivano dal cofinanziamento da parte del FEP, a meno che essi non
siano effettivamente e definitivamente sostenuti dal beneficiario finale;
• spese per procedure amministrative;
• spese di consulenza per finanziamenti e rappresentanza presso le pubbliche amministrazioni;
_ quant’altro contemplato alla voce “spese non ammissibili” del documento “linee guida per la
determinazione delle spese ammissibili del Programma FEP 2007-2013”, allegato al presente
bando.
Non è consentita la sostituzione di un bene che abbia fruito, nel corso dei cinque anni precedenti, di un finanziamento pubblico.

venerdì 15 maggio 2009

CONDORELLI: PESCA, PRIMI AIUTI PER 21 MILIONI DI EURO


Sbloccati i primi fondi per il rilancio dell’economia ittica siciliana, è la risultante dei lavori preparatori che hanno visto le associazioni datoriali e le OO.SS. condividere con l’Amministrazione regionale i contenuti dei bandi relativi alle misure 1.3 “Investimenti a bordo dei pescherecci e alla selettività” e 2.3 “Investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione”. Per Ugl Sicilia – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale Pesca, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana dei bandi è il primo passo verso la ripresa produttiva del settore, gli 8 milioni di euro per gli ammodernamenti ed i 13 milioni per gli investimenti a terra rappresentano da un lato la garanzia per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei pescatori a bordo delle imbarcazioni da pesca e dall’altro il presupposto per nuove opportunità di lavoro. Va sottolineata – prosegue il Dirigente sindacale - l’azione incisiva dell’amministrazione regionale che, attraverso l’impulso del Dirigente Generale, Gianmaria Sparma, ha accelerato le procedure per lo sblocco dei fondi FEP. Le risorse sono riferite al triennio 2007-2009 e destinatari del contributo pari al 60% della spesa ammessa, sono le micro, piccole e medie imprese; nonché le imprese con meno di 750 dipendenti e con un fatturato non superiore a 200 milioni di euro, alle quali potrà essere erogato un contributo pari al 30% della spesa concessa, le quali avranno 60 giorni di tempo per presentare le domande. Il contributo massimo erogabile – conclude Messina – per ogni singolo progetto, sarà di 1 milione e 500 mila euro. Con lo sblocco dei primi bandi – dichiara Condorelli, Segretario Generale Ugl Sicilia - la Sicilia potrà razionalizzare l’attività di pesca, innovando il settore verso un’economia ecosostenibile, migliorando la qualità e la conservazione a bordo ed a terra del pescato; nonché le condizioni di vita a bordo dei pescatori. L’auspicio è –conclude Condorelli – che con la stessa celerità si possano bandire le atre misure del FEP.

giovedì 14 maggio 2009

FORMAZIONE ALLA GENTE DI MARE


E’ stato approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana nella Seduta del 30 aprile 2009 il Disegno di legge n.250 recante: “Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2009” il cui contenuto dell’art.35 si riporta di seguito

………O m i s s i s ……….

Art. 35
Interventi per la formazione della ‘gente di mare’

1. Per l’avviamento al lavoro nel settore marittimo e per garantire la sicurezza, come previsto dalle norme International Maritime Organization (IMO), l’Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l’emigrazione, adotta entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un atto di indirizzo per definire:

a) i criteri di individuazione, attraverso bandi di gara a evidenza pubblica, degli enti o degli istituti, tra quelli riconosciuti ed autorizzati dal Ministero dei trasporti, Dipartimento della navigazione marittima e acque interne, come previsto dalle norme internazionali, definite ‘STCW78/95 STANDARD’, e dalla circolare n. 10/SM del 4 gennaio 2007 Ministero dei trasporti e del decreto legislativo dell’8 marzo 2005, n. 52 per le persone a mobilità ridotta (PMR) per l’addestramento e la tenuta della certificazione ai fini della formazione del personale marittimo;

b) la programmazione dei percorsi di addestramento e della formazione ai fini dell’applicabilità dei requisiti obbligatori minimi previsti per il personale che presta servizio su navi battenti bandiera italiana e straniera che effettuano viaggi nazionali ed internazionali;

c) le modalità di individuazione dei soggetti beneficiari del buono formativo residenti da almeno tre anni nella Regione e iscritti al collocamento marittimo della stessa, per la frequenza dei corsi teorico-pratici.

2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 3.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del Fondo sociale europeo nell’ambito della programmazione comunitaria 2007-2013 relativa alla Regione siciliana.

martedì 12 maggio 2009

CONDORELLI: ACCOLTA PROPOSTA UGL FORMAZIONE GENTE DI MARE



La manovra finanziaria varata lo scorso 30 aprile dall’ARS ha dato il via libera all’articolo 36 sulla formazione per la “gente di mare”. Esprimiamo grande soddisfazione – dichiara Giuseppe Messina, Segretario regionale UGL Sicilia Pesca – per l’approvazione dell’art. 36 che destina 3 milioni di euro per la formazione al settore della pesca. I corsi sono rivolti ai marittimi che risiedono in Sicilia da almeno tre anni. La normativa internazionale sugli standard di addestramento della categoria impone il possesso di quattro certificazioni. I costi serviranno a conseguire i titoli. La norma prevede – conclude Messina – che l’assessorato regionale al Lavoro dovrà, entro i prossimi trenta giorni, emanare le linee guida di applicazione dei principi contenuti nella norma. La norma sugli aiuti ai pescatori inserita nella finanziaria rappresenta una boccata d’ossigeno per le marinerie siciliane – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale UGL SICILIA - con la proroga degli effetti della legge 33 del ‘98 si potranno erogare 55 euro al giorno per ogni pescatore secondo quanto contenuto nelle tabelle comunitarie per le imprese di pesca. UGL SICILIA, nel ringraziare il Presidente della Commissione attività produttive dell’Ars, On.le Salvino Caputo, e quanti hanno votato l’articolo in questione, auspica – conclude Condorelli - che il governo possa emanare, al più presto, un apposito regolamento, necessario all’erogazione dei contributi ammontanti a circa 40 milioni di euro”.

venerdì 24 aprile 2009

DIREZIONE MARITTIMA DI PALERMO


24 Aprile 2009. Siglato da UGL SICILIA PESCA Accordo sulla CIGS in deroga al settore della pesca

giovedì 23 aprile 2009

IN PUBBLICAZIONE I PRIMI BANDI FEP


Definiti i contenuti del bando di attuazione della Misura 1.3 ex art.25 del Reg. CE n.1198/06 che prevede investimenti per l’adeguamento della capacità di pesca attraverso il finanziamento di interventi per la selettività e di miglioramento a bordo dei pescherecci. Alla presenza del Diregente Generale, GianMaria Sparma, e dei dirigenti Salvino Roccapalumba, Patrizia Vinci e Antonina Terranova, i rappresentanti delle Associazioni datoriali e delle OO.SS. hanno apportato i correttivi e gli aggiustamenti alla bozza sottoposta dall’Amministrazione per renderla più vicina alle esigenze operative dei beneficiari. In merito ai criteri di selezione previsti dal Bando, Giuseppe Messina – Segretario regionale UGL Sicilia Settore Pesca - ha sottolineato la necessità che l’amministrazione privilegi, nell’attribuzione della pesatura dei punteggi alla griglia di valutazione, specifici criteri come quelli che riguardano progetti volti a migliorare le condizioni di lavoro e sicurezza a bordo, progetti presentati da soggetti appartenenti alla piccola pesca, progetti volti a migliorare la qualità e la sicurezza alimentare a bordo, nonché progetti che garantiscano lo svecchiamento delle imbarcazioni vetuste. Nel corso della riunione del Tavolo Tecnico si sono definiti i contenuti della Misura 2.3 di cui agli articoli 34 e 35 del Reg. CE n.1198/2006 in materia di investimenti nei settori della trasformazione e commercializzazione. Ugl Sicilia Settore Pesca – dichiara Giuseppe Messina - ha proposto all’Amministrazione che si attribuisca una pesatura maggiore ad alcuni criteri prioritari nella valutazione dei progetti da finanziare, ed in particolare quelli che prevedono il miglioramento delle condizione di lavoro e sicurezza negli impianti e durante la fase distributiva, quelli che prevedono una integrazione di filiera (Filiera Corta) e quei progetti che garantiscono la creazione di posti di lavoro ed il mantenimento di quelli preesistenti.
Per Giovanni Condorelli – Segretario Generale Ugl Sicilia – l’auspicio è che l’Assessore accolga le istanza delle parti sociali ed in tempi brevi possa pubblicare i bandi sull’ammodernamento e sulle trasformazioni e commercializzazioni.

mercoledì 22 aprile 2009

CONDORELLI: DIREZIONE MARITTIMA DI PALERMO, FIRMATO VERBALE DI ACCORDO CIGS IN DEROGA PESCA



Siglato per adesione il verbale di accordo del 6 febbraio 20009, sottoscritto dalle associazioni datoriali e da alcune OO.SS., presso la Direzione Marittima di Palermo per l’estensione degli ammortizzatori sociali in deroga al settore della pesca. La firma del verbale di accordo – dichiara Giuseppe Messina, segretario regionale Ugl Sicilia settore Pesca – integra il contenuto del precedente accordo e completa la platea delle OO.SS. firmatarie. Per Franco Fasola – componente della Segreteria Generale Ugl Sicilia – il significato dell’adesione va oltre l’atto formale e garantisce l’attivazione delle procedure per l’erogazione dello strumento di sostegno al reddito in favore dei pescatori delle marinerie operanti nella Sicilia Occidentale. Secondo Giovanni Condorelli – Segretario Generale Ugl Sicilia – viene resa operativa una delle fasi previste dalla normativa nazionale che regolamenta l’utilizzo della cassa integrazione in deroga e cioè quella della cosiddetta politica passiva. Occorre completare l’iter per l’accesso da parte dei pescatori all’utilizzo della CIGS in derogagiungendo ad una celere sottoscrizione in Assessorato regionale al lavoro dell’accordo per l’attivazione delle politiche attive riguardanti il percorso di orientamento e formativo indispensabili per usufruire del sostegno al reddito. In tal senso Ugl Sicilia – conclude Condorelli – ha già sensibilizzato l’Assessore regionale al lavoro, On.le Carmelo Incardona – alla convocazione delle parti per la sottoscrizione dell’accordo sulle politiche di welfare to work.

domenica 19 aprile 2009

QUALE POLITICA PESCA UE NEL MEDITERRANEO


Nel corso del convegno organizzato, sabato 19 aprile, dal movimento politico “LA DESTRA” di Mazara del Vallo, dal titolo: “Pesca e agricoltura in Sicilia, quanto ci aiuta l’Europa?”, UGL Sicilia ha lanciato un appello alla deputazione siciliana al Parlamento Europeo, rappresentata, per l’occasione, dall’On.le Nello Musumeci. Nel corso dell’intervento ai lavori, forte preoccupazione è stata espressa da Giuseppe Messina – segretario regionale UGL Sicilia Settore Pesca – circa i contenuti emersi dai lavori propedeutici per la stesura della PCP: lo strumento europeo, per eccellenza, quello cioè che detta le linee strategiche di politica economica, per i prossimi anni, nel settore della pesca ed alle quali tutti gli Stati membri dovranno uniformarsi. Le dichiarazioni di J. Borg, Commissario europeo per la pesca, rilasciate alla Conferenza regionale della pesca di Agrigento del 28 marzo scorso, rappresentato – prosegue Messina – la confermata volontà dell’UE di far ruotare gli interessi della pesca verso le Lobby del Mare del Nord, anche in procinto dell’apertura delle frontiere attraverso l’Area Euromediterranea di Libero Scambio che a partire dal 2010 interesserà il cuore del Mediterraneo. Nel concludere l’intervento, Messina ha chiesto al parlamentare europeo un impegno particolare per rivedere la decisione europea sul “de minimis” che ha tenuto inspiegabilmente fuori la pesca dalla revisione dell’importo minimo che ha danneggiato le imprese siciliane ed i lavoratori del mare.
La Sicilia – sottolinea Giovanni Condorelli - non può restare fuori dal dibattito intorno alle scelte di partenariato che determineranno lo sviluppo delle economie che si affacciano nel Mediterraneo, ne prossimo decennio. La Sicilia e Mazara del Vallo in particolare – prosegue il Segretario - hanno le carte in regola per esercitare un ruolo di primo piano per storia, posizione geografica, potenzialità turistico-ricettive, ospitalità, patrimonio storico-monumentale; questo è cio che UGL SICILIA ha rappresentato sia all’On.le Nello Musumeci che agli On.li Gino Ioppolo e Tony Scilla, affinché si facciano garanti nei rispettivi tavoli istituzionali del rilancio della pesca siciliana a salvaguardia delle migliaia di posti di lavoro che vedono i pescatori protagonisti del rilancio di un territorio ricco di capacità imprenditoriale e di professionalità nel settore ittico.

venerdì 17 aprile 2009

CONDORELLI, RIPARTITE RISORSE FINANZIARIE CIGS IN DEROGA SETTORE PESCA


Ripartita alle Regioni la somma pari a 10 milioni di Euro, di cui all’art.4-ter, comma 7, Legge n.129/08, destinata all’ammortizzatore sociale in deroga per il settore della pesca, come da D.I. n.44768 del 23/12/2008. Alla Sicilia è stata assegnata la somma pari a Euro 3.310.793 – dichiara Giuseppe Messina, segretario regionale UGL Pesca – da destinare ai lavoratori del settore, previo accordo territoriale siglato tra le associazioni datoriali e sindacali presso la Direzione Marittima/Capitaneria di porto territorialmente competente.
Con Nota del Ministero del lavoro del 12/12/2008 prima e con il successivo Messaggio n.4497 del 26/02/09 dell’INPS Centrale – prosegue Messina – si precisa che il lavoratori devono congiuntamente essere imbarcati ed essere lavoratori dipendenti o soci lavoratori di imprese di pesca inquadrate dall’INPS con codice statistico contributivo 1.20.01 oppure 1.21.01; inoltre ai lavoratori deve applicarsi, almeno con decorrenza dall’anno 2007, il CCNL si settore, sia per la parte normativa che per quella retributiva.
I pescatori che potranno percepire l’ammortizzatore sociale in Sicilia - interviene Giovanni Condorelli – Segretario Generale UGL SICILIA - saranno complessivamente 3.833, con una attribuzione complessiva di giornate pari a 63.956 ed un costo giornaliero pari a Euro 51,77. UGL SICILIA – conclude Condorelli - auspica che le Autorità Marittime convochino le parti interessate alla presenza dell’INPS competente territorialmente, come ribadito dal Direttore Centrale, dott. Ruggero Golino, nel Messaggio n.7002 del 27/03/09, per evitare che siano dichiarati inefficaci gli accordi territoriali attuativi del D.I.44786 del 23/12/08.

lunedì 30 marzo 2009

RISCRIVERE REGOLE SETTORE PESCA


Una Governance per riscrivere le regole del settore della pesca, è una delle proposte di UGL SICILIA avanzate alla Conferenza regionale della pesca, tenutasi nei giorni 28 e 29 marzo u.s. ad Agrigento e che ha visto tra i relatori il Segretario nazionale UGL Agroalimentare, Paolo Mattei ed il Segretario regionale UGL SICILIA Pesca, Giuseppe Messina.
Occorre qualificare la spesa pubblica – ha dichiarato il Segretario regionale UGL Pesca, durante i lavori della Conferenza – spendere con urgenza ma senza dimenticare che vanno evitati gli sprechi e che le somme erogate dovranno essere investite per ripristinare le condizioni di redditività nel settore. Occorre rimettere in moto il Sistema Pesca nella logica di filiera sostenendo le imprese e garantendo l’occupazione – ha sottolineato Messina – affidando allo strumento del Piano di gestione il futuro sostenibile e responsabile delle pesca siciliana. Rivedere il ruolo delle banche per introdurre nuovi meccanismi per agevolare le imprese all’accesso al credito, introdurre politiche attive di “Welfare to work” a sostegno dei redditi dei pescatori, introducendo percorsi di formazione e riqualificazione anche attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e l’allungamento del periodo di fermo temporaneo riducendo le giornate di lavoro dei pescatori. Occorre introdurre nuove forme di reddito integrativo per sostenere il reddito dei pescatori e rilanciare la pesca artigianale. Solo una ricerca scientifica più vicina al settore e che con operi con un approccio responsabile, - sostiene Messina - può trasformarsi in strumento a garanzia delle sopravvivenza degli stocks ittici e del settore. Per Giovanni Condorelli – Segretario Generale UGL SICILIA – la tutela dell’ambiente non può essere al di sopra delle scelte economiche. I nuovi indirizzi strategici dovranno riposizionare il pescatore al centro delle scelte della politica di settore, pur nella consapevolezza di uno sfruttamento delle risorse responsabile. Un testo unico che riordini il settore dal punto di vista giuridico è necessario – conclude Condorelli – in tal senso condividiamo e sosteniamo l’impegno assunto dall’On.le Salvino Caputo, Presidente della Commissione Attività Produttive all’ARS, a conclusione dei lavori. In tal senso presenteremo al Presidente Caputo le nostre proposte nelle prossime settimane.

domenica 29 marzo 2009

RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE POLITICHE INTORNO ALL APESCA


Appartengono al passato le spese folli che sostentavano una pesca siciliana piena di contraddizioni, spesso lontana da un approccio imprenditoriale, assistita e delusa, incapace di trovare al suo interno i meccanismi di autogestione.
Occorre produrre uno sforzo comune per restituire al mondo della pesca e dei settori collegati, quella capacità di produrre quel profitto bastevole a regolamentare i processi economico-produttivi. E’ dovere di tutti gli attori istituzionali e non produrre ogni sforzo per garantire il ripristino di regole economico-aziendali, cancellate da decenni di assistenzialismo.
Monca di spirito imprenditoriale e risucchiata in una recessione internazionale di difficile natura, l’impresa ittica potrà risorgere solo con il contributo di tutti gli attori istituzionali e non, ed in tal senso diviene indispensabile valorizzare il ruolo del pescatore, lavoratore e spesso anche socio-imprenditore, figura nevralgica a la garanzia del sistema nella sua interezza.
Le risorse finanziarie devono essere investite direttamente per valorizzare progetti in grado di risollevare le imprese ittiche al collasso e dare dignità, anche contrattuale, previdenziale ed assistenziale, sia ai pescatori che ai lavoratori che operano a terra.
Occorrono politiche attive che favoriscano la cooperazione fra attori istituzionali, l’integrazione e l’attivazione di processi orientati verso il profitto aziendale, nel totale rispetto dell’ambiente e nella logica della sostenibilità delle risorse alieutiche.
Per anni gli operatori del settore hanno rifiutato l’idea di guardare ad un futuro diverso dal presente. Può sembrare paradossale, ma il grande errore degli imprenditori ittici è stato quello di non riuscire a prevedere il cambiamento, ad immaginare un mondo diverso che somigliasse sempre più ad una grande piazza dove ci si può incontrare, standosene a casa, per fare affari.
Il più grande errore è stato quello di rincorrere il contributo assistenziale perdendo per strada le sacre regole del “fare impresa”, quelle che, per altri versi, oggi definiamo “buone prassi”.
Si è passati da un decennio di contributi a pioggia che hanno sovradimensionato il settore ad una fase di repentina riduzione degli stanziamenti a sostegno del settore che è crollato nei profitti come negli occupati.
La critica è impietosa ma, oggi, in una fase di regressione dell’economia internazionale e di scarsità di risorse, occorre avere il coraggio di dire basta e girare pagina, partendo proprio dai cronici punti di debolezza che hanno messo in ginocchio la pesca siciliana posizionandola ai margini del mercato, per tentare di salvare il sistema nel suo complesso e l’economia intorno ad uno dei pochi settori strategici in Sicilia, che ancora oggi occupa migliaia di lavoratori.
Non serve supportare l’analisi da dati statistici, sia perché i pochi minuti a disposizione per l’intervento non me lo consentono, ma sopratutto perche è percezione, comune a tutti noi, che il sistema è al collasso. Ed allora è opportuno passare ad alcune proposte operative.
Secondo UGL Sicilia, occorre introdurre un moderno approccio alla gestione del comparto pesca, un approccio sistemico che favorisca lo sviluppo di luoghi di Governance territoriale in un mutato quadro di relazioni istituzionali allo scopo di supportare l’amministrazione regionale, referente istituzionale per una nuova fase di rilancio e sviluppo della pesca siciliana.
La rinascita della pesca in Sicilia passa necessariamente da un adeguato utilizzo della dote finanziaria collegata al Fondo Europeo per la Pesca (FEP), che, peraltro, già sconta un ritardo di due anni. Ed allora, UGL lancia la proposta di un “PATTO per la SOLIDARIETA e la LEGALITA’, un vero e proprio accordo programmatico tra gli attori del sistema datori e rappresentanti dei lavoratori, coordinati dall’amministrazione regionale, per la fissazione di regole certe e trasparenti che garantiscano al settore della pesca una gestione trasparente sia nella fase della valutazione dei progetti a valere sul FEP che nella successiva gestione della spesa effettiva. Ed in tal senso la classe politica regionale dovrà ridisegnare uno strumento legislativo che accorpi tutti gli interventi che a vario titolo comportano spesa in favore della filiera della pesca o di parte di essa per qualificare la spesa regionale, a garanzia del rispetto della legalità e del rigore e per evitare che, con diverse velocità, pezzi dell’amministrazione regionale finanzino il settore in assenza di un approccio programmatico, vanificandone l’effetto e determinando, spesso, momenti di spreco delle risorse.
E’ indispensabile, quindi, un coordinamento fra amministrazione regionale, parti sociali ed enti operanti a vario titolo, così come auspicato già da tempo da UGL SICILIA, che faciliterebbe l’avvio di una nuova fase concertativa e nuove attività per lo sviluppo economico della Sicilia, qualificando la spesa pubblica, collegata ad un processo virtuoso di finanziamento delle iniziative.
In una fase congiunturale di generale difficoltà nel “fare impresa”, occorre un moderno modello organizzativo che riorganizzi il territorio nella direzione di incentivare insediamenti produttivi quali indispensabili presupposti per favorire la riattivazione dei processi produttivi lungo la filiera ittica.
Lo sviluppo economico nella nostra Regione è affidato, naturalmente anche nel settore della pesca, alla libera iniziativa privata che, in una fase di profonda crisi come quella attuale, dovrà essere necessariamente supportata da una seria e concreta politica di programmazione attraverso un Sistema Produttivo Regionale che introduca processi mirati a creare quelle condizioni indispensabili per l’attrazione, la creazione e lo sviluppo di investimenti ed attività imprenditoriali nei settori della pesca e dell’industria a terra di trasformazione e commercializzazione, dell’acquacoltura, ittiocoltura, pescaturismo, ittioturismo.
Il precedente modello di sviluppo che partiva dal basso, attraverso lo strumento della programmazione negoziata, e che aveva suscitato tante aspettative, in parte realizzate, ci ha lasciato una Regione senza un sostanziale progetto di sviluppo regionale, di certo, lontano da un approccio sistemico.
Il ruolo esplicato negli anni scorsi dagli attori locali è risultato insufficiente ed inefficace; inoltre, i soggetti istituzionali presenti nel territorio come gli Enti locali ma anche le società consortili dei patti territoriali e dei contratti d'area, le iniziative Leader, i P.I.T. ed i Distretti Produttivi di cui alla L.R. 28/01/2004, n. 17 ed al D.A. del 01/12/2005 e successive modifiche ed integrazioni, hanno operato a comparti stagni, non avendo progetti e programmi condivisi, né una visione strategica e unitaria del territorio; manca, cioè, una “Cabina di regia” che detti gli indirizzi, pianifichi gli interventi, regolamenti il sistema attraverso un approccio condiviso nel territorio da tutti gli attori.
I risultati di sei anni di interventi, presentati nei giorni scorsi da “Agriturpesca”, il Patto territoriale agricoltura e pesca della provincia di Trapani, ne rappresentano, in tal senso, un emblematico esempio.
Secondo UGL SICILIA, la Cabina di Regia dovrebbe essere gestita da una struttura di coordinamento, la cui “Mission” dovrebbe essere quella di contribuire a dinamizzare le politiche di sviluppo locale; realizzare studi e ricerche sul marketing territoriale; promuovere la ricerca e l’innovazione tecnologica applicata al sistema produttivo finalizzata ad elevare i livelli di competitività delle imprese lungo la filiera ittica, sia nel mercato nazionale che estero, offrire servizi di assistenza, di orientamento e formazione alle imprese ittiche che vogliono puntare ai mercati internazionali ma anche a i lavoratori che intendono riqualificare e/o elevare la propria professionalità, sostenere il reddito dei lavoratori, promuovere politiche attive del lavoro.
La necessità e l'urgenza di riflettere e porre rimedio al deficitario ruolo e alle insufficienti funzioni svolte, ad oggi, dai soggetti istituzionali è una questione prioritaria che UGL Sicilia sottopone alle istituzioni presenti al Tavolo ed alla nutrita e qualificata platea di osservatori ed operatori.
A nostro parere, la “ratio legis” di un moderno strumento legislativo deve essere improntata sulla creazione di un soggetto nuovo dicevamo, una sorta di ”AGENZIA TERRITORIALE DEL MARE”, avente il delicato compito di fungere da “Cabina di Regia Locale”, operante cioè in ciascuna marineria, coordinando tutte le attività di programmazione, indirizzo e concertazione con il sistema dei Soggetti Istituzionali e locali operanti in quel contesto (Comuni, Provincie regionali, Società consortili dei patti territoriali e dei contratti d'area, Iniziative Leader, P.I.T. e Distretti Produttivi, Organizzazione di Produttori, Enti Bilateriali, OO.SS.).
Occorre, cioè, coinvolgere gli operatori e le organizzazioni professionali e sindacali nelle scelte di politica del settore della pesca, anche al fine di favorire forme di autogestione delle risorse, attraverso l’affidamento alle stesse di particolari attività e funzioni.
In tal senso, si potrebbero favorire iniziative di ittiturismo, attraverso forme di incentivo e di aiuto, per l’avvio di attività di ospitalità, ristorazione, servizi ricreativi e culturali volti alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca, coniugandoli con l’offerta del patrimonio culturale, ambientale, storico ed architettonico caratterizzante le specificità di quel particolare territorio, rappresentando una concreta forma di valorizzazione del territorio e di creazione di economia intorno alle risorse offerte dalle borgate marinare.
In questa direzione UGL SICILIA si è spesa ed intende continuare a farlo proprio perché ritiene che è fondamentale creare una RETE di servizi reali alle imprese al fine di favorire la crescita in termini di efficienza e di professionalità delle aziende del settore, razionalizzando gli interventi del soggetto pubblico attraverso lo snellimento del regime autorizzativo che rappresenta in Sicilia un costo per le aziende; accentrando magari tale funzione su un'unica unità operativa dotata di strumenti semplificativi che possano garantire l’abbattimento dei “tempi morti” che spesso vanificano gli sforzi per il raggiungimento delle finalità di insediamento e sviluppo produttivo, si pensi, in tal senso, all’iter per il rilascio delle concessioni demaniali.
Secondo UGL SICILIA, occorre dotare la pesca siciliana di uno strumento legislativo che qualifichi il sistema produttivo siciliano attraverso un “Piano regionale degli insediamenti produttivi” che, tenendo conto delle specificità espresse dalle singole marinerie, attui procedure identiche e standardizzate, attraverso indirizzi di programmazione chiari ed univoci, per favorire gli insediamenti produttivi introducendo lo strumento del “PIANO DI GESTIONE” per realizzare vantaggi competitivi per le imprese ittiche siciliane, soprattutto nella pesca artigianale.
Occorre restituire redditività al sistema, la spesa va qualificata e monitorata attraverso controlli di 1° e2° livello per garantire che ci sia il collegamento funzionale tra l’erogazione delle somme e la produzione di reddito dall’investimento produttivo, riducendo al minimo gli sprechi del passato.
E’ necessario introdurre nuovi strumenti che possano supportare la formazione del prezzo finale dei prodotti ittici e bisogna rivedere il ruolo delle banche per creare percorsi condivisi di agevolazione all’accesso al credito per le imprese ittiche.
Abbattimento dell’Irap, tassi agevolati, garanzia regionale sul’accensione dei mutui di medio e lungo periodo, ed altre forma di aiuto finanziario vanno ridisegnati per garantire al sistema quelle opportunità indispensabili per poter partecipare ai bandi FEP.
Per UGL Sicilia va rivisto il ruolo della ricerca scientifica, ha necessità di avvicinarsi al settore per rappresentare un valore aggiunto e non un nemico dal quale allontanarsi. In tal senso occorre che la ricerca scientifica sia sempre più applicata alla soluzione dei problemi collegati allo sfruttamento delle specie marine, a l mantenimento degli equilibri dell’ecosistema, alla sostenibilità, ma anche a nuovi percorsi di sviluppo delle attività di cattura, in una logica di sostenibilità. Sostenibilità che, per UGL Sicilia, non deve significare che l’ambiente viene posto al di sopra delle scelte economiche, ma, al contrario, rappresentare un supporto responsabile all’attività principale che è quella della pratica di cattura delle diverse specie ittiche di valore commerciale. Occorre promuovere l’internazionalizzazione delle imprese ittiche, creandone le condizioni di competitività e proiettando una parte degli investimenti verso i mercati dell’area Mediterranea, interessati dall’“Area di Libero Scambio” a partire dal 2010, ampliando, in tal misura, il ventaglio delle opportunità di profitto.
In tema di politiche del lavoro, occorre cambiare marcia, le regole del mercato del lavoro sono state recentemente ridisegnate attraverso l’Accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali siglato a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio.
L’accordo, nel definire principi e regole sia per il comparto pubblico che per quello privato, pone come obiettivo la crescita fondata sull’incremento delle retribuzioni e sull’aumento della produttività. Pur permanendo la centralità del contratto nazionale, viene dato maggiore peso, rispetto al passato, alla contrattazione di secondo livello, in forma aziendale o territoriale, che potrà prevedere incentivi economici per il lavoratore al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia, finalizzati al miglioramento della competitività, della redditività e del complessivo andamento economico dell’impresa.
Cambiano in buona sostanza le regole per i prossimi anni e si introduce in Italia, per la prima volta, l’approccio cosiddetto “partecipativo” del lavoratore in alternativa a quello esclusivamente conflittuale. In buona sostanza, anche nel settore della pesca occorrerà ridisegnare le regole che dovranno disciplinare le relazioni sindacali tra datori e lavoratori.
A tal uopo potrebbero essere maturi i tempi per ridisegnare il governo della materia contrattuale nella pesca. Almeno sul 2° livello contrattuale, secondo UGL SICILIA, si dovrebbero rivedere i criteri e gli istituti che regolamentano le relazioni industriali tra lavoratori ed imprenditori ittici.
Senza entrare nello specifico, ritengo che per la piccola pesca locale servano regole diverse rispetto alla pesca industriale, ma che addirittura potrebbero determinarsi diverse regole anche tra marinerie che seppur operanti nella pesca artigianale, afferiscono ad ambiti territoriali con caratteristiche socio economiche differenti.
In tal senso UGL SICILIA ritiene che il dialogo vada avviato con il mondo imprenditoriale sulla materia contrattuale di 2° livello, attraverso l’apertura di singoli tavoli territoriali per l’individuazione di regole certe e condivise, secondo l’approccio “partecipativo”, nel rispetto degli orientamenti del nuovo modello contrattuale.
Nel riprendere il tema delle considerazioni intorno alla materia del lavoro, per UGL Sicilia, è indispensabile la messa in campo di un’azione di sistema per le politiche di reimpiego, in grado di garantire che siano mitigate le discrasie prodotte dalla frammentazione del sistema di competenze che ha caratterizzato finora l’approccio alle politiche del lavoro, anche nel settore della pesca. Occorre rispondere in maniera strutturata e massiva alle urgenze poste dalla attuale crisi occupazionale, rendendo al contempo gli interventi a supporto delle crisi aziendali e occupazionali sostenibili nel tempo, nella logica dell’azione di sistema.
In tal senso si prende atto che la materia degli ammortizzatori sociali è stata innovata dal Governo nazionale anche attraverso l’estensione dei benefici ai lavoratori del settore della pesca attraverso la previsione contenuta nell’art.4-ter del decreto legge 3 giugno 2008, n.97 convertito con modificazioni con legge 2 agosto 2008, n.129.
E’ cambiato il quadro normativo di riferimento, con Legge 22 dicembre 2008, n.203 (Finanziaria 2009) il Governo nazionale ha stanziato una prima dotazione di 600 milioni di Euro per l’anno 2009 a carico del Fondo nazionale per l’Occupazione, per la concessione di trattamenti di CIGS, di mobilità e di disoccupazione speciale, alla quale ha fatto seguito la Legge n.2 del 28 gennaio 2009, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 29 novembre 2008, n.185 e l’Accordo Stato Regioni del 12 febbraio 2009.
Per maggiore completezza, occorre citare la direttiva n.266 del 6 marzo scorso, emanate dall’Assessore regionale la lavoro, che dispone le prime direttive al fine di collegare l’erogazione dei trattamenti di sostegno al reddito con percorsi d’inserimento lavorativo, peraltro condizione necessaria ed imprescindibile ai fini dell’ottenimento e del mantenimento degli ammortizzatori sociali in deroga.
In tale direzione, UGL Sicilia propone la creazione nel settore della pesca di un moderno ed efficace modello di “interventi di welfare to work” che coniughi politiche passive e politiche attive a favore dell’inserimento e/o reinserimento dei lavoratori del settore ittico.
Un modello, in buona sostanza, rispondente ad una serie di bisogni, quali:
- Estensione del sistema delle tutele a tutti i lavoratori del comparto pesca, pescatori e non, con contestuale e coordinata erogazione di servizi di politica attiva.
- Monitoraggio costante della spesa e dei lavoratori percettori di sostegno al reddito.
- Mobilitazione del sistema degli attori Domanda/Offerta, anche privati.
Per realizzare tutto ciò, occorre implementare un Network Operativo Territoriale che assista l’Assessorato regionale alla pesca d’intesa con l’Assessorato regionale al lavoro, nel programma di erogazione dell’assistenza e dei servizi in favore dei lavoratori e delle imprese del comparto ittico, nel rispetto delle diverse specificità riconosciute alle realtà marinare siciliane, rispondendo con:
- strutture permanenti di assistenza tecnica, di carattere istituzionale e territoriale, attraverso la compresenza di strutture datoriali e OO.SS. confederali, a supporto dell’azione dell’amministrazione regionale, delle Province, delle Direzioni Marittime, dei Servizi per il lavoro.
- Lo sviluppo e il consolidamento della Governance regionale per l’integrazione dei processi di intervento e il raccordo sistematico fra attori e risorse per fronteggiare la attuale crisi occupazionale, attraverso l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga e degli strumenti di supporto come la formazione e la misura di accompagnamento per il reimpiego;ma al contempo garantire la sostenibilità, nel tempo, delle soluzioni adottate.
- La disponibilità di flussi comunicativi e sistemi informativi in grado di garantire il monitoraggio costante della spesa e l’accesso in tempo reale ai dati dei lavoratori impegnati nel comparto ittico, per programmare, gestire ed erogare i servizi in tempi utili a ridurre al minimo i momenti di permanenza fuori dal mercato del lavoro.
- La presenza sul territorio di una rete efficace e decentrata di attività da erogare a supporto del lavoro e per il lavoro, in grado di offrire servizi di reimpiego a tutti i lavoratori del comparto, pescatori e non, anche attraverso il raccordo tra operatori pubblici e privati, incentivato da un adeguato sistema di reciproche convenienze.
La proposta di UGL SICILIA è quella di studiare una innovativa forma di fermo temporaneo che accorpi finalità biologiche e scientifiche con quelle tipicamente sociali.
In tal senso si potrebbe ridisegnare la norma sul fermo ampliando i giorni di arresto a 60 e prevedendo una integrazione del reddito accompagnata ad un percorso di formazione e qualificazione del pescatore e degli operatori della pesca.
Un disegno di legge, proposto da UGL SICILIA, che rende obbligatoria la formazione professionale nel settore della pesca, è stato depositato nelle scorse settimane, primo firmatario il Presidente della III^ Commissione ARS, on.le Caputo Salvino.
Si potrebbe partire proprio da questa iniziativa parlamentare per cominciare ad accorpare in un unico percorso legislativo, tutte le norme vigenti, che regolamentano in atto la pesca n Sicilia, al fine di redigere un vero e proprio TESTO UNICO che snellisca il settore della pesca delle troppe leggi e leggine, restituendone chiarezza interpretativa e rendendone facile l’applicazione all’interno del quadro giuridico comunitario, nazionale e regionale.

mercoledì 25 marzo 2009

SICILIA, CONFERENZA REGIONALE DELLA PESCA


La città di Agrigento e il suo straordinario scenario della Valle dei Templi,
patrimonio dell’umanità, è la cornice scelta per trattare i problemi internazionali, nazionali e
regionali del mondo della Pesca.
Addetti ai lavori, esperti nel credito, enti, si incontreranno per fare un bilancio di un
settore segnato in questi ultimi anni da una forte crisi.
La “Conferenza Regionale della Pesca 2009” sarà la giusta opportunità per
affrontare e cercare tutti insieme di risolvere i problemi della pesca.
Due giorni con un nutrito programma, ricco di ospiti, fra tanti illustri relatori si
prevede la presenza di Ministri dei Paesi Rivieraschi del Mediterraneo, ed oltre di
Europarlamentari, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali Luca Zaia, il
Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, dell’Assessore Regionale alla
Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca Roberto Di Mauro, dei rappresentanti del
mondo dell’impresa e dei sindacati, esponenti del mondo scientifico e della ricerca.
L’evento organizzato dal Dipartimento Pesca dell’Assessorato Regionale alla
Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca, nasce con l’obiettivo di mettere in
relazione gli operatori, le istituzioni e le associazioni del settore per favorire lo sviluppo
della pesca in Sicilia, consapevoli che le problematiche del comparto implicano un
rafforzamento dei rapporti con i Paesi del Mediterraneo, in particolare della Riva Sud in
virtù della posizione geografica e strategica della nostra Regione.
Sarà presente inoltre, in veste di Osservatore una folta delegazione della Bulgaria,
paese di recente entrato a far parte della Comunità Europea, e che quest’anno per la
prima volta dovrà gestire i fondi assegnati dalla C.E.
A questa edizione della Conferenza Regionale della Pesca in Sicilia, si è giunti
dopo un percorso iniziato nel 2008, che ha visto, in primo luogo, i Dirigenti del
Dipartimento Pesca incontrare le marinerie siciliane per raccogliere direttamente dai
protagonisti le problematiche più urgenti che dovranno essere affrontate e risolte.
Successivamente, nella stesura del Programma, sono stati i rappresentanti delle
Associazioni di Categoria e del mondo Sindacale a scegliere gli interlocutori ai quali girare
i quesiti in un percorso condiviso.
La Regione Siciliana si appresta a gestire le misure previste dal FEP (Fondo
Europeo della Pesca), lo strumento finanziario Comunitario attraverso il quale saranno
finanziati gli interventi in favore del settore ittico.
La sua attuazione prevede necessariamente un’azione coordinata tra Stato e
Regioni. Il 67% delle risorse totali previste dal Programma Operativo sono destinate alle
Regioni per la gestione delle misure di loro diretta competenza.
La Regione Sicilia dispone per il periodo 2007-2013 di oltre 150 milioni di euro di
risorse Comunitarie destinate ad attivare nuovi investimenti sul territorio.
Ma l’attività di pesca non può essere considerata come a se stante, perché
interessa da vicino molti altri settori, come l’ambiente, le infrastrutture portuali, il turismo, la
ricerca, l’innovazione e le politiche marittime.
E’ prevista per gli imprenditori, la possibilità di aggiungere le attività di Pescaturismo
ed ittiturismo, quali attività connesse a quella principale, la pesca.
Attività complementari che favoriscono la creazione o il rafforzamento di relazioni
tra i diversi settori produttivi (produzione primaria, turismo, nautica da diporto), mirati alla
salvaguardia delle tradizioni e valori antropologici materiali ed immateriali e che
rappresentano per il pescatore, un’opportunità in termini di miglioramento del reddito e
della propria condizione sociale e relazionale, in grado di contribuire fortemente alla
ricostituzione della “Catena Generazionale”.
Lo sviluppo del “Pescaturismo e dell’Ittiturismo” comportano una rilettura delle
norme igienico-sanitarie in materia di somministrazione degli alimenti, l’identificazione dei
Borghi marinari, la loro tutela, la salvaguardia dei valori antropologici e in ultima analisi, la
definizione di norme urbanistiche e di tutela ambientale e antropici, da rispettare.
Altro tema, al quale verrà dedicata attenzione, è il sistema delle infrastrutture portuali
per i pescherecci cui dovranno essere messi a disposizione adeguati spazi a terra ed a
mare; una più funzionale viabilità di collegamento al sistema viario principale; il
potenziamento dei servizi idrici, elettrici, igienici, di rifornimento del carburante e delle
strutture per la produzione del ghiaccio e per lo stoccaggio del pescato, un sistema di
smaltimento dei rifiuti; aree per la prima vendita del pescato.
L’Acquacoltura e la Maricoltura che, in questi anni, hanno rappresentato un vero
sforzo di innovazione tecnologica, soffrendo la sleale concorrenza commerciale di altri
paesi mediterranei, necessitano di una legislazione di sostegno finalizzata alla qualità e
riconoscibilità del prodotto di allevamento, pervenendo in tempi molto brevi alla
realizzazione di un unico marchio di qualità mediterranea.
Cuore della Conferenza sarà il rapporto tra la politica comunitaria e nazionale, volta
a favorire il mantenimento degli stock ittici in difesa dell’ambiente e dell’equilibrio delle
risorse marine da un lato e le compatibilità con le esigenze produttive del comparto
(mantenimento della flotta, degli occupati, delle loro economie, dell’accesso al credito).
L’ammodernamento della flotta ed il miglioramento della sicurezza dei marittimi, la
realizzazione delle infrastrutture portuali moderne e sicure, il ricorso al credito finanziario
agevolato sia d’impianto che di esercizio, la tracciabilità del prodotto, il sostegno alla
commercializzazione e nuove azioni di marketing mix da condurre sui mercati nazionali
ed internazionali, la conservazione e trasformazione del pescato, le nuove forme di
Associazione Imprenditoriale di filiera (le O.P., i Distretti Produttivi della Pesca ) sono tutti
elementi che confluiscono verso un’esigenza di un nuovo linguaggio normativo, le cui
direttive emanate dalle Amministrazioni a tutti i livelli Istituzionali, dovranno essere
coerenti con i bisogni del comparto che da lungo tempo richiede a gran voce.
Infine, la Conferenza Regionale dovrà affrontare il tema della formazione di quanti
rimanendo nell’ambito delle attività della pesca e dell’acquacoltura, necessitano di continui
aggiornamenti sia nel settore della sicurezza che della commercializzazione dell’intera
filiera ittica.
Per questi motivi, ma anche per molti altri ancora, la “Conferenza Regionale
della Pesca 2009” sarà l’occasione giusta per dare una risposta alle numerose e
complesse domande provenienti dal variegato mondo di questo antico, ma ancora
nevralgico e vitale settore dell’Economia Siciliana.
I lavori saranno coordinati dall'arch. Domenico Targia, Responsabile Staff del Dirigente Generale - Dipartimento Pesca - Assessorato Regionale alla cooperazione, commercio, artigianato e pesca (nella foto)

domenica 15 marzo 2009

CONDORELLI: IL GOVERNO REGIONALE SBLOCCHI I BANDI


A margine della due giorni di incontri organizzata da Confindustria Sicilia, a Palermo il 13 e 14 marzo u.s., sono state affrontate diverse questioni collegate alla crisi economica che ha investito le imprese siciliane.
Per Ugl Sicilia – dichiara Giovanni Condorelli, Segretario Generale – il Governo siciliano deve dare una accelerata al varo di alcune leggi che potranno sbloccare ingenti somme di denaro è dare una sterzata allo stallo preoccupante delle attività produttive.
E’ improcrastinabile approvare la legge che sblocchi i Fondi strutturali per avviare decine di bandi pubblici – chiosa Condorelli – rivitalizzando, in tal modo, settori strategici come l’edilizia, la pesca, l’agricoltura, il commercio, l’artigianato ed il settore collegato dei servizi.
Per far questo servono regole certe per l’accesso al credito agevolato ed a forme di abbattimento fiscale anche attraverso gli strumenti della fiscalità di vantaggio.
Infine – conclude il Segretario Generale – è indifferibile riconoscere i circa 2 miliardi di euro di crediti vantati dalla imprese siciliane nei confronti della P.A.; per far ciò si potrebbe cominciare con l’introduzione di un meccanismo che porti a compensazione i crediti vantati con un minore esborso di denaro per i prossimi 5 anni a favore delle imprese creditrici che assumono l’impegno di sviluppare le attività produttive nel territorio siciliano, che garantiscano l’utilizzo di maestranze siciliane, nonché l’applicazione dei contratti nazionali di lavoro di settore e salvaguardino i livelli di occupazione e, laddove possibile, creino i presupposti per nuove assunzioni

giovedì 5 marzo 2009

CONDORELLI, AGRITURPESCA RISULTATO SCARSO


Presentati i risultati dell’attività di AGRITURPESCA, il Patto Territoriale per l’Agricoltura e la Pesca della Provincia di Trapani.
L’UTL di Trapani, firmataria del Protocollo d’intesa, - dichiara Peppe Monaco – è insoddisfatta dei risultati presentati per la scarsa incidenza sui settori agricoltura e pesca.
Pur sottolineando gli sforzi profusi dal Patto – dichiara Giuseppe Messina, segretario regionale UGL Pesca – emergono gravi carenze e lacune circa l’analisi costi – benefici che emerge dall’attenta lettura dei dati messi a disposizione. Non si comprende come mai per creare un nuovo assunto si è dovuto spendere in media circa 150 mila euro senza avere la certezza del mantenimento dei livelli occupazionali, spendendo 77.399.000,67 euro di cui circa 51 milioni a carico dello Stato, per la creazione a regime di circa 415 nuovi dipendenti, e per di più, alcune strutture, che hanno beneficiato dei finanziamenti agevolati attraverso il Patto, dopo aver dichiarato n.6 nuovi addetti, hanno, nelle scorse settimane, posto in cassa integrazione straordinaria in deroga i propri lavoratori.
I risultati del Patto territoriale per l’agricoltura e la pesca della provincia di Trapani – dichiara Condorelli Segretario Generale UGL SICILIA - se confrontati con la crisi che imperversa nell’economia siciliana con migliaia di posti di lavoro a rischio, fanno certamente riflettere. Con molta probabilità, se i responsabili del Patto avessero coinvolto di più e meglio le OO.SS. e gli altri attori locali privati come la stessa Confindustria, avrebbero centrato qualche risultato in più. L’auspicio di UGL è che per il futuro si creino le giuste sinergie per evitare lo spreco di fondi pubblici, atteggiamento che non possiamo più permettersi in una Regione che ha superato il 15% dei disoccupati.