CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012

CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012
Lavorare é Crescere

UGL 1950-2010

UGL 1950-2010
60 ANNI DI STORIA A FIANCO DEI LAVORATORI

lunedì 2 aprile 2012

Il Primo Maggio tutti a Priolo (Sr)


Sarà celebrata da UGL la ricorrenza del 1^ Maggio 2012
a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa.

Per meglio comprendere i motivi che hanno spinto UGL ad organizzare una manifestazione proprio in Sicilia ed a Priolo, é opportuno ripercorrere di seguito alcuni momenti della storia industriale di questo lembo di Sicilia straordinario per bellezze naturali, paesaggisitici e storico-architettonici.

Breve storia

Il polo petrolchimico siracusano (anche triangolo industriale siracusano) sorge in un'area compresa nel territorio dei comuni di Melilli, Priolo Gargallo e Augusta, di grande importanza economica per la provincia di Siracusa.
Sorto negli anni cinquanta, viene fatto passare all'opinione pubblica come un piano di industrializzazione che permettesse alla provincia di Siracusa di uscire dal sottosviluppo e avviasse a soluzione lo storico problema della disoccupazione si concretizzò con la costruzione di raffinerie di petrolio greggio e di impianti di produzione di derivati chimici del petrolio, di cui l'ultima entrò in funzione negli anni settanta proprio alle porte di Siracusa. A supporto ed integrazione dell'area, una dopo l'altra, nacquero tantissime altre aziende dell'indotto, anche grandi, come quelle di costruzione di piattaforme petrolifere marine.

Il primo insediamento industriale sorse nel 1949 ad opera del cavaliere Moratti: fu lo stabilimento Rasiom, una raffineria di petrolio. Un anno dopo raffinava 8 milioni di tonnellate annue di greggio, con 750 dipendenti. Nel 1956 nacque la centrale termoelettrica Tifeo, alimentata con un oleodotto dalla Rasiom, che produceva il 60% del fabbisogno energetico della Sicilia. Con la Rasiom sorsero anche la Liquigas, la Migas Sicilia e la Ilgas. Poi fu la volta delle officine Grandis, la Sotis Cavi e la Siciltubi. Sempre la Rasiom forniva sottoprodotti del petrolio alla Augusta Petrolchimica, costituita nel 1960 per la produzione di ammoniaca.

A supporto degli impianti sorse poi un indotto di fabbriche edili, localizzate in contrada Targia: il cementificio S.a.c.c.s. (Società Azionaria Calce e Cemento di Siracusa) con 120 addetti. Nel 1955 venne impiantata la Eternit Siciliana che produceva manufatti in amianto, con 330 operai occupati.

Nel 1956 sul litorale di Priolo Gargallo, presso la rada di Augusta, fu costruita la S.in.cat. (Società Industriale Catanese) del gruppo Edison, con un'occupazione di 3100 dipendenti nel 1961. La società si occupava di chimica inorganica e fertilizzanti. La Ra.si.o.m. divenne il maggior gruppo chimico e petrolchimico dell'area mediterranea, sfruttando greggio e benzine delle vicine raffinerie e sali del nisseno.

Nel 1961 la Esso rilevò la raffineria di Augusta, insediandosi nel territorio, ed aprendo poi anche un processo produttivo di lubrificanti. In quegli anni sorse anche la Espesi nella penisola di Magnisi, per l'estrazione del bromo dalle acque marine, chiusa poi negli anni '70 per dissesto finanziario. Nel 1973 di fronte alla Rasiom sorse la Liquichimica, divenuta poi Chimica Augusta, Enichem, Condea ed oggi Sasol Italy. Nel 1975 entrò in funzione lo stabilimento petrolchimico dell'Isab, per la produzione di combustibili a basso tenore di zolfo.

Infine giungeranno nell'area la Co.ge.ma, la Centrale elettrica Enel di Marina di Melilli, l'Icam - diventata poi Enichem Anic - e l'impianto di polietilene dell'Enichem. In questo modo, il polo petrolchimico siracusano aveva completamente saturato il territorio costiero: per ultimo, si realizzò il pontile Santa Panagia, proprio a ridosso di Siracusa.

Il massiccio insediamento di impianti produttivi, e la conseguente ricaduta occupazionale, creano nel siracusano un significativo aumento del reddito netto per abitante, passando da L. 134.196 del 1951 a L. 327.168 del 1961, con un incremento del 12% (rispetto all'8% di incremento medio italiano).

Solo nella provincia di Siracusa, sono giunti tra il 1956 e il 1959 il 15% degli investimenti nel Mezzogiorno, 8 volte superiori a quelli di tutte le altre regioni meridionali. Questo elemento determina un balzo demografico della città di Siracusa, e la conseguente crescita dei comuni limitrofi: Priolo, Melilli, Augusta.

Una tale concentrazione di strutture produttive provocò un immediato effetto positivo su tutta l'economia locale, con incremento della popolazione per via dell'immigrazione interna indotta dalla richiesta di manodopera, ed un consistente miglioramento del reddito pro capite. Così si ingrandirono tutti i comuni limitrofi a ridosso delle ciminiere.

La nascita del polo petrolchimico più grande d'Europa, se da un lato poteva considerarsi un obbiettivo importante per una regione da sempre carente di iniziative economiche ed industriali di grande respiro, produsse però, in tempi abbastanza brevi, una serie di problemi reali. L'assenza di sensibilità ecologica in generale, e quindi di leggi che tutelassero la salute delle popolazioni a contatto con le aree industriali, provocò lo squilibrio ecologico dell'intera area. L'emissione di sostanze inquinanti nell'aria, provenienti dalle ciminiere, lo sversamento continuo di sostanze inquinanti nelle acque del mare, e l'interramento di prodotti e scarti di varia natura, provocò veri e propri disastri ambientali, a volte scoperti solo a grande distanza di tempo o per cause fortuite. Inquinamenti delle falde acquifere di tutta l'area circostante, l'abbassamento di svariati metri delle falde d'acqua potabile a causa del pompaggio ininterrotto per gli impianti di raffreddamento, incidenti sempre più frequenti con incendi e esplosioni disastrose, emissioni improvvise di nubi maleodoranti e stranamente colorate. Quando vennero scoperti i pericoli legati all'amianto, la fabbrica Eternit alle porte di Siracusa venne chiusa, senza tuttavia eseguire mai una reale bonifica della zona.

La situazione attuale del POLO ed i rischi per il territorio ambientali e occupazionali

A partire dagli anni settanta è avvenuta la chiusura di diversi impianti e stabilimenti per il trasferimento di vari cicli produttivi; il polo petrolchimico soffre ormai di una carenza occupazionale e di mancanza di concrete prospettive di sviluppo, eccetto che per poche realtà come quelle della ERG.
Da più di 10 anni si discute sul piano di bonifica dell'intera area industriale, senza tuttavia averne mai compiuto una reale attuazione[3].

Sono in molti oggi a chiedersi se è stata una scelta felice destinare un'area costiera così bella e vasta, ricchissima di testimonianze archeologiche di immenso valore, a zona industriale così invasiva ed inquinante quale è quella petrolifera. Nell'area infatti insistono, ad esempio, la necropoli della cultura di Thapsos e i resti archeologici della città greca di Megara Hyblaea, tutti circondati e quasi inglobati dalle industrie. Non è da escludere neanche la distruzione di quanto era ancora sepolto e non noto all'epoca delle grandi costruzioni. La zona è stata pesantemente condizionata anche dal punto di vista turistico, proprio per la presenza massiccia degli impianti, ed allo stato non è credibile alcun piano di recupero ambientale.


Recenti studi sulla mortalità negli anni 1990-1994 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) tra la popolazione residente nei comuni dell’area Augusta-Priolo, hanno riscontrato eccessi di mortalità tra gli uomini per cause tumorali pari al 10% in più rispetto alla media regionale; per il tumore polmonare l’eccesso è pari a circa il 20%.

L’Ufficio di Medicina del Lavoro di Messina ha riscontrato nelle urine dei lavoratori della ditta Coemi, società controllata dalla Fincoe S.r.l., di proprietà della famiglia Prestigiacomo, addetti all’impianto cloro-soda, concentrazioni di mercurio molto al di sopra del limite massimo consentito.

Dal 1980 ad Augusta cominciano le prime segnalazioni di nascita di bambini malformati: in quell’anno su 600 nati si ebbero 13 bambini con malformazioni congenite di diverso tipo, di cui sette non sono sopravvissuti. Dal 1980 al 1989 la percentuale dei nati malformati ad Augusta è stata dell’1,9% contro una media nazionale dell’1,54% e una percentuale per l’Italia meridionale dell’1,18%.
Nel decennio successivo, dal 1990 al 2000, la percentuale ad Augusta aumenta fino ad una media dell’intero decennio del 3,18% con un picco nell’anno 2000 con il 5,6% dei nati malformati[4].

Ad Augusta risulta un eccesso anche delle malformazioni genitali: negli anni 1980-1989 interessavano il 214 per mille dei nati (quando la media nazionale era del 100 per mille), mentre nel decennio 1990-2000 i casi sono aumentati al 303 per mille. In particolare, tra le malformazioni dell’apparato genitale, l'ipospadia nel periodo 1990-1998 in Augusta ha interessato il 132 per mille dei nati, contro un 79 per mille nella Sicilia Orientale.

A fronte di una progressiva chiusura di impianti e dismissioni, sono sorti diversi progetti sempre legati all'interno del Polo petrolchimico.

  • È di pochi anni addietro il progetto sfumato di costruzione dell'impianto Recovan, un impianto per la lavorazione di scarti di lavorazione industriale da cui estrarre mercurio e altre sostanze estremamente pericolose e inquinanti. A fronte di proposte e trattative da parte degli investitori, il comune di Melilli, interessato nel concedere i permessi, non ha dato il benestare, proprio per i rischi connessi all'impianto.
  • Da anni si discute riguardo alla conversione della centrale ENEL Tifeo, nel territorio di Augusta, come termovalorizzatore. Un progetto che incontra il benestare della Regione Siciliana, ma che trova le opposizioni degli ambientalisti e della popolazione vicina. Ad oggi non vi sono decisioni definitive.
  • Le Raffinerie ERG impianti Nord e Sud sono interessate da un progetto in attuazione di costruzione di centrali elettriche turbogas, con cui produrre energia a basso impatto ambientale. Nell'ambito dell'unificazione delle due realtà è stato quasi completato il progetto di interconnessione tra raffinerie.
    La società prevede inoltre la costruzione di un impianto rigassificatore a Priolo in collaborazione con la Shell. Il rigassificatore in questione è uno dei quattro rigassificatori previsti nel Piano Nazionale Energetico per sopperire al crescente consumo di gas naturale della penisola. La costruzione comunque attende le necessarie autorizzazioni. Nel frattempo sono sorti dei comitati spontanei di lotta contro la sua costruzione; a tal proposito è stato indetto un primo referendum nel comune di Priolo Gargallo, con cui i cittadini si sono dichiarati contrari. Tuttavia, seppur l'impianto sarebbe maggiormente vicino all'abitato di Priolo, la competenza amministrativa dell'area ricade sotto la responsabilità del comune di Melilli.
BREVE quadro degli incidenti sul lavoro che hanno costituito da sempre una spina nel fianco del sito industriale.

  • Il 25 gennaio 1959 presso la RA.SI.O.M. muore un operaio per le ustioni riportate durante i lavori di manutenzione di una colonna.
  • Il 29 settembre 1965 alla S.IN.CAT esplode un serbatoio di acido solforico provocando la morte di due lavoratori.
  • Il 4 agosto 1971 durante una fase di carico di benzina si incendiano due navi al pontile ESSO. Moriranno sei persone e diversi feriti, il pontile verrà distrutto.
  • Il 23 novembre 1971 alla raffineria ESSO durante una bonifica sei operai rimangono intossicati dal piombo tetraetile. Alcuni di essi moriranno in ospedale.
  • Nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1971 alla S.IN.CAT un incendio causa quattro feriti.
  • Il 7 agosto 1973 nello stabilimento della Liquichimica un operaio muore intossicato dai vapori di acido solforico.
  • Nella notte del 12 novembre 1979 alla Montedison un'esplosione causa tre morti e due feriti.
  • Il 19 maggio 1985 l'esplosione all'ICAM di due serbatoi di etilene causò un grave incidente, 2 feriti ed un morto (da infarto, a causa dello shock)[5].
  • Il 25 maggio 1985 durante i lavori di manutenzione di una colonna alla RA.SI.O.M muore un operaio per le ustioni riportate.
  • Il 19 gennaio 1988 Un incendio allo stabilimento Enichem causa un morto.
  • Il 30 aprile 2006 un grave incendio si verifica alla raffineria ERG ISAB Impianti Nord di Priolo per la fuoriuscita di idrocarburi. L'incendio di vaste proporzioni provocherà il ferimento di diversi vigili del fuoco. L'area della raffineria verrà sottoposta a sequestro su iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa per accertare le cause dell'incendio[6].
  • 13 ottobre 2008 esplosione in un turbogas presso la Isab Energy, un operaio ferito[7].
  • Il 5 novembre 2008 una fuga di anidride solforica all'ERG provoca l'intossicazione di venti operai.
  • Il 7 novembre 2008 durante le operazioni di carico in una nave cisterna, centinaia di litri di olio combustibile finiscono in mare nel pontile 19 della raffineria ISAB ERG nord.[8]
  • Il 9 giugno 2011 presso l'impianto TAS della ERG Nord avviene un'esplosione e un conseguente incendio di una vasca di deoleazione. L'esplosione ferisce in maniera non grave tre operai di una ditta esterna[9].
  • Il 20 dicembre 2011 incendio di un serbatoio di oli pesanti presso ISAB Impianti Nord. L'incendio ha prodotto una nuvola di fumo nero, ma nessun danno a persone.
Bibliografia

Scheda degli insediamenti industriali nella fascia costiera tra Siracusa e Augusta tra
il 1950 e il 1980
di Salvatore Adorno
Scheda di alcuni dati economici relativi alla prima fase d'industrializzazione
di Salvatore Adorno
Immagine ambientale - Siracusa: Polo industriale e qualità della vita
di Marcello Marsili Antonio Andolfi edizioni CDS Ferrara 1985
Mario Almerighi, Petrolio e politica - Editori Riuniti








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