CAMPAGNA TESSERAMENTO UGL 2012

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venerdì 25 maggio 2012

PESCA: UGL, PESCATORI UNA RAZZA IN VIA D’ESTINZIONE


Un esodo silenzioso ed inarrestabile quello dei pescatori siciliani, che da qualche anno in maniera massiccia abbandonano senza alcuna speranza il settore mentre l’Assessore regionale alle risorse agricole e forestali, Elio D’Antrassi, prosegue, da tra anni, la sua politica di sperpero in fiere, convegni, dibattiti e festini in giro per il mondo. E’ quanto denunciato in una nota da Giuseppe Messina, Segretario regionale di Ugl Agroalimentare, commentando i dati relativi agli abbandoni: oltre 5 mila pescatori operanti nel comparto della pesca marittima siciliana nell’ultimo biennio si sono ritrovati senza lavoro. Un collasso senza precedenti nell’omertà della politica siciliana nazionale ed europea e nell’indifferenza di molte componenti della cosiddetta “società di mezzo”.
Come è possibile spendere nell’ultimo triennio qualcosa come circa 2 milioni di euro (tale appare la cifra da indiscrezioni attinte), precisa Messina, somme prelevate - a vario titolo e non solo dal bilancio regionale colabrodo -  per missioni in Italia e all’estero, incontri e accordi bilaterali, tavole rotonde, pubblicazioni, fiere, rassegne gastronomiche, mentre l’occupazione diretta nel settore cola a picco e le imprese di pesca sono sull’orlo del precipizio. Rendiamoci conto che qualcosa non va?
Secondo Ugl Agroalimentare si tratta di un sistema messo in piedi, quello di D’Antrassi supportato, peraltro, dall’ampia corte di consulenti strapagati, che ha puntato tutto sullo strumento dei Distretti e sulla programmazione di settore tutta sbordata verso l’internazionalizzazione. Ma i Distretti sono realmente rappresentativi? Raccolgono veramente le istanze dal basso per tradurle in strumenti operativi da sottoporre alle istituzioni per la sintesi politica? E se è così, cosa ci stanno a fare le Associazioni datoriali e sindacali? E se è così, perché non arrestare il flusso dei contributi e delle spese inutili e affidare al Distretto il servizio di Sportello informativo in favore delle marinerie siciliane? Nulla di tutto ciò, regna sovrana la confusione e l’improvvisazione!
Non si è minimamente preoccupato che continuando in questa maniera si potranno promuovere solo i pesci d’importazione. Ma che sia questa la chiave di lettura? Che la lobby delle società d’importazione sia approdata anche in Sicilia con energie isolane?
Un Assessore – D’Antrassi – che non rendiconta un fico secco – conclude amaramente Messina – governo regionale sordo ed insensibile che decide di non avvalersi (già da oltre due anni) del dirigente Generale alla pesca e, nel contempo, non si preoccupa minimamente di rendere noti i dati statistici sull’andamento del settore della pesca, che non pubblica i dati sul dimensionamento della filiera ittica, che non mette a disposizione dell’opinione pubblica, per esempio, le informazioni sul naviglio e sui pescatori, le notizie sullo stato dei porti pescherecci e degli approdi siciliani. Eppure foraggia con centinaia di migliaia di euro all’anno (150 mila euro annue)  l’Osservatorio Mediterraneo della Pesca ed altrettanto per il Distretto produttivo della pesca, i  quali non fanno sapere quanto è costato il tour di missioni e viaggi all’estero, quanto hanno inciso gli accordi bilaterali sottoscritti e quali risvolti diretti hanno avuto per il comparto della pesca siciliano in termini di maggiore profitto e nuova occupazione.

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